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Cambio Euro-Dollaro: pericolo ribassista

Il cross EUR/USD ha guadagnato da inizio 2018 circa il 2%. Questo mercoledì nero ha visto però un ribasso del cambio alla soglia di 1,23, che ha immediatamente messo in allarme gli investitori.

Il dollaro in particolare appare debole da fine febbraio (avevamo analizzato già le previsioni per il dollaro nel 2018); negli ultimi giorni le tensioni commerciali con la Cina, i conseguenti crolli di Wall Street, l’inflazione statica e la remunerazione dei Treasures e non dei Bund, che avrebbero potuto  confermare le aspettative al rialzo date dagli USA, sono tutti i fattori di sofferenza del biglietto verde. Basti constatare che lo spread Treasury-Bund viaggia sopra i 225 punti base.

L’euro, d’altra parte, non appare molto più in forma. Sono in diminuzione i rendimenti tedeschi, mentre cresce la disoccupazione e i prezzi stentano invece a decollare.

Alla luce di questi dati, un’analisi tecnica a lungo termine rimane purtroppo incerta. Di certo essenziale sarà la tenuta del sostegno fornito dalla trendline rialzista in area 1,2250-1,2240, che potrebbe configurarsi come base accumulativa. Al contrario, una flessione sotto 1,2150 significherebbe un’inversione ribassista di tendenza.

Trading Eur/Usd con strategie short

In caso di breakout a 1,2165, il prezzo della coppia di valute potrebbe rapidamente scendere a 1,20 e poi addirittura a 1,19. Si tengano presenti questi supporti per una strategia a breve e medio periodo.

Guardando infatti i grafici orari, emerge chiaramente l’indebolimento su citato dalla violazione ribassista dei minimi intraday toccati il 2 e il 21 marzo. Unendo i due punti, siffatta linea è marcatamente in discesa rispetto ai massimi toccati invece dalla trendline compresa tra il 7 novembre 2017 e il 16 febbraio 2018.

Valore chiave per un’ipotetica strategia ribassista è il punto 1,2315, ponendo un primo target a 1,225 e un secondo a 1,22 nel breve termine. Prolungando il lasso temporale, chi è interessato ad un trading a medio termine potrà inserire un ulteriore target a 1,2165.

Tralasciando previsioni sul lungo periodo, impossibili a farsi a causa delle incertezze anche geo-politiche, constatiamo però che in un orizzonte temporale più ridotto è difficile ipotizzare scenari più rosei. Fattore negativo su tutti è il mancato raggiungimento dei traguardi relativi ai consumi interni che tanto ci si aspettava nell’Eurozona, e che continuiamo ad attendere qual segnale di ripresa.