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Cambio Euro/Dollaro: previsioni per la fine del 2018

Le analisi di JP Morgan sul cambio EUR/USD per la fine del 2018 non lasciano presagire nulla di buono; l’euro dovrebbe continuare a perdere terreno, assestandosi sui minimi di luglio 2017.

A concordare su questo scenario sono un nutrito gruppo di analisti; le perplessità sulla moneta unica riguardano soprattutto le tensioni interne causate dalla controversa legge di bilancio italiana. E non si sottovaluti, naturalmente, il peso del debito pubblico del Bel Paese.

Non solo “demeriti” dell’UE, ma bisogna citare anche un dollaro statunitense incredibilmente forte e la generale crescita economica degli USA superiore alle aspettative.

Insomma, secondo Paul Meggyesi, head of currency strategy di J.P. Morgan, al momento sono due i fattori che incidono negativamente sull’euro (e che con tutta probabilità si protrarranno per i prossimi tre mesi). In primis il gap di breve termine tra l’economia dell’eurozona e quella degli Stati Uniti; in secundis gli sviluppi in merito al rapporto deficit/PIL dell’Italia. La coppia potrebbe la coppia terminare il 2018 a 1.13. Prospettive migliori per il 2019, invece, che potrebbe vedere, a detta di Meggyesi, un cambio a 1.19.

Previsioni EUR/USD: il parere degli analisti

Concordano con JP Morgan anche gli strategist di Unicredit “l’indebolimento dell’euro nei confronti del dollaro suggerisce che il cross euro/dollaro sia il piú sensibile agli sviluppi sul fronte della politica di bilancio italiana“.

Sembra in effetti molto lontano il deciso 1,18 che aveva caratterizzato buona parte del 2017 e il primo trimestre del 2018. Solo un ritorno stabile sopra il livello di 1,157 potrebbe, secondo gli esperti, dare all’euro la spinta sufficiente per un’inversione di tendenza e giocare su un cambio al rialzo. In conclusione, gli accenni di ripresa di questi ultimi giorni non devono lasciare gli investitori cadere in inganno; si tratterebbe di performance passeggere, e la barriera in area 1,162 rimane ancora lontana.

Rimane tuttavia qualche voce fuori dal coro. Secondo SocGen, l’apprezzamento dell’euro potrebbe iniziare già entro la fine del 2018; in questo scenario avrebbero un ruolo fondamentale il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e l’indirizzamento dell’inflazione verso gli obiettivi di medio termine posti dall’UE.

Attenzione, inoltre, alle elezioni USA di metà mandato, che potrebbero riservare sorprese per il biglietto verde.

Trovi qui ulteriori previsioni sul cross EUR/USD.