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Cambio euro-sterlina: le previsioni

Il cambio euro-sterlina si trova da settembre in una fase laterale; per semplificare, significa che nessuna delle due valute prevale sull’altra. L’11 ottobre è stato raggiunto il valore di 0,9034, mentre il 1 novembre 0,8733. Si tratta quindi di un posizionamento nella parte bassa del canale.

Secondo Commerzbank, la base del currency pairs  potrebbe essere, sul breve termine, di 0,8810. Alla luce di questa previsione, le chiusure del 25 settembre e del 7 novembre, rispettivamente a 0,88 e 0,8790 si configurano come positive.

Un rimbalzo da questa posizione potrebbe far muovere il cambio EUR/GBP dalla parte bassa alla parte alta del canale. Due prove di resistenza per il cambio: la prima a 0,89 e la seconda a 0,9034. Se i test venissero superati, e quindi la coppia uscire da questa area, è verosimile ritenere che il cross valutario potrebbe proseguire ancora il rialzo.

Se invece il movimento dall’attuale zona 0,88 e 0,8790 fosse ribassista, avremmo valori che condurrebbero il cross valutario a 0,8733, e non si escludono ulteriori picchi in discesa.

Cambio EUR/GBP: la strategia dovish delle banche centrali

Come abbiamo detto, il cambio euro-sterlina si trova in una fase laterale.

Causa principale di questo momento di stallo sono le mosse dovish delle rispettive banche centrali, che hanno causato un deprezzamento di entrambe le monete. In particolare, non sono mancati i timori su un possibile flashcrash della sterlina, debole anche sul dollaro.

La Banca Centrale Europea dal canto suo ha prolungato le operazioni di quantitative easing sino a settembre 2018, nella speranza di risollevare l’economia dell’eurozona; come era prevedibile dall’annunciato tapering, e dal fatto che il taget del 2% di inflazione è ancora lontano, i trader hanno vissuto la decisione quale sintomo di debolezza e puntato al ribasso dell’euro. Questo movimento ha quindi determinato un ribasso per il cambio EUR/GBP.

Il movimento in rialzo invece è stato invece provocato dalla banca centrale del Regno Unito che ha aumentato i tassi di interesse dopo 10 anni di silenzio, portandoli da 0,25% a 0,50%. La Bank of England ha inoltre comunicato che ci saranno altri due rialzi, uno nel 2018 e l’altro nel 2020. Strategia che è stata interpretata come dovish, e quindi il cambio si è assestato su zone più alte del canale.