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Coppia Euro-Dollaro in ribasso: ultime notizie e previsioni

Il cross EUR/USD appare  già dalla fine della scorsa settimana piuttosto debole. La coppia si trova sotto una forte pressione ribassista, dopo tre anni in cui era volata sui massimi. Sembrano insomma lontani i traguardi che la nostra moneta unica metteva a segna fino a sei mesi fa.

Di contro il biglietto verde si è rafforzato. Da un lato abbiamo la Fed, che ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base, e ha annunciato un’ulteriore analoga manovra entro fine anno. Dall’altro i picchi positivi raggiungi dall’indice che misura la fiducia dei consumatori statunitensi, associata ad una forte crescita del settore immobiliare e degli ordinativi di beni durevoli.

L’euro sembra subire anche le tensioni politiche tra Italia e Unione Europea; gli investitori stanno vendendo probabilmente anzitempo, ad ogni minimo accenno di turbolenze.

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Riteniamo che finché il cambio si mantiene al di sotto del livello  1.1559, il trend ribassista proseguirà; al contrario una rottura della soglia (molto difficile per oggi, e forse anche per domani) ci segnalerà la presenza di acquirenti e una probabile inversione sul breve periodo. C’è naturale più spazio di manovra sotto, con un verosimile raggiungimento di 1.1476.

Euro/Dollaro, strategie di investimento

Lo scenario short è da tenere in forte considerazione se assisteremo a chiusure a 1,159, ancor di più se il livello scende al di sotto di 1,1447. Ricordiamo di apporre sempre uno stop loss nel caso in cui il cambio dovesse superare 1,1635.

Scenario long con posizioni naturalmente ben diverse, e applicabili solo in caso di close sopra 1,1635. Stop loss in caso di chiusura oraria a meno di 1,159. Dal momento che, come abbiamo visto, tutto siamo tranne che in una fase rialzista, posizioni di questo tipo andrebbero mantenute solo se una chiusura giornaliera dovesse stagliarsi attorno a 1,1706.

Come emerge chiaramente, è a 1,15 la zona decisiva per il futuro di EUR/USD, coppia che divide il mondo degli analisti. Da un lato c’è chi parla di rialzi, sottolineando un dollaro rafforzato sì ma non in modo così netto, dall’altro c’è invece chi vede 1,15 come l’anticamera del baratro.

Sul lungo periodo, in realtà 1,15 è il livello del consolidamento; in ottica a medio termine possiamo aspettarci il ritorno degli acquirenti, e pensare di acquistare con un euro ad un prezzo piuttosto conveniente.