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Lira Turca: Rimbalzo dopo il Crollo. L’aiuto del Qatar convince di mercati

La Lira Turca è rimbalzata dopo il crollo di pochi giorni fa e dopo aver raggiunto i minimi storici dopo che il Qatar si è impegnato a sostenere il settore bancario del paese di Erdogan con prestiti per 15 miliardi di dollari.

I mercati hanno premiato l’accordo con il paese del Medio Oriente, che permetterà alla Turchia di evitare di dover chiedere dei finanziamenti di emergenza al Fondo Monetario Internazionale. La lira si è ripresa del 6% dopo l’impegno del Qatar e dopo la decisione della banca centrale turca di aumentare le finanze alle banche del paese.

I funzionari di Ankara hanno detto che il denaro del Qatar verrebbe incanalato nei mercati finanziari e nelle banche del paese, facendo intendere che l’investimento potrebbe essere sufficiente per scongiurare un collasso bancario.

Tuttavia, anche se l’investimento ha dato alla lira turca la necessaria tregua, l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di ulteriori sanzioni commerciali contro Ankara, insieme alle preoccupazioni sull’aumento del valore del dollaro e ai deboli profitti delle aziende tecnologiche cinesi, ha indirizzato i mercati finanziari globali in calo.

Da un lato, Trump ha usato i suoi poteri per imporre tariffe più alte sulle importazioni di acciaio, alluminio e automobili, mentre dal canto suo il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha applicato delle tariffe sulle importazioni statunitensi, tra cui alcol, automobili e tabacco.

Secondo gli esperti, l’investimento del Qatar sarebbe tuttavia solo un aiuto temporaneo, che lascia tuttavia aperta la possibilità di un salvataggio del FMI.

L’intervento della Banca Centrale Turca

Nel tentativo di difendere la lira, la banca centrale turca ha rafforzato le sue regole in materia di scambi di valute ed altre operazioni in valuta estera, limitando la capacità delle banche di fornire denaro alle società finanziarie straniere.

La Turchia ha cercato di affrontare gli Stati Uniti e le decisioni in merito ai dazi imposti da Trump, con Erdoğan che ha ricevuto l’appoggio da parte del cancelliere tedesco Angela Merkel. In una conversazione telefonica, i leader hanno concordato di rafforzare i legami bilaterali e la Merkel ha detto a Erdoğan che la forza dell’economia turca è importante per la Germania.

La sfida tra Erdoğan e Trump

Erdoğan ha accusato gli Stati Uniti di condurre una guerra economica contro il suo paese e ha promesso di non arrendersi. Ankara ha più che raddoppiato i dazi sulle importazioni di riso statunitense, ha aumentato i dazi sul carbone americano dal 10% al 14% e ha triplicato la tariffa sull’import di auto portandola al 120%.

Alcuni analisti hanno predetto turbolenze economiche in Turchia per molti mesi a venire, da quando l’inflazione è aumentata e la lira è diminuita. Come altri mercati emergenti, le società turche si sono indebitate pesantemente in dollari quando i tassi di interesse USA erano bassi, alimentando un boom dei consumi che si sta esaurendo man mano che il dollaro si rafforza.