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Lira turca sotto pressione: crisi dei mercati emergenti?

I mercati emergenti si configurano come terreni fertili per svariati tipi di investimento, non per ultimi quelli sulle valute. Abbiamo visto ad esempio le opportunità per il Real Brasiliano e le previsioni sui Pesos Messicani; tuttavia, in questo momento, le monete di questi Paesi sembrano “retrocedere” trainati dalla crisi che ha colpito la lira turca.

La valuta della Turchia ha infatti perso più del 40% di valore da inizio anno; nel dettaglio, oggi è scesa contro il dollaro statunitense a 6,78, recuperando qualcosa dal poco precedente minimo storico di 7,24.

I motivi di questo inesorabile calo sono da rintracciarsi nei timori in merito alla gestione dell’economia da parte del governo; a ciò si aggiunge la tensione con gli Stati Uniti circa il destino di un pastore americano attualmente ancora incarcerato.

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Sell off della lira turca che ha impensierito gli investitori e li ha portati, per analogia (probabilmente errata) ad estendere la prudenza su tutto il mercato delle valute emergenti. Il risultato è che tutte o quasi sono ai minimi storici.

Il Rand Sudafricano è la moneta che al momento sta più soffrendo; ha perso più del 10%, e attualmente è a circa 14,51 contro il biglietto verde. Il Rand si è indebolito a livelli non visti dal 2016.

La Rupia Indiana è caduta a 69,62 (sempre contro il dollaro), ma grazie all’intervento della Banca Centrale si è ripresa a 69,69.

Previsioni Lira Turca

La Banca Centrale Turca si è infatti mossa per incrementare la liquidità durante la seduta pomeridiana dei mercati asiatici. La dichiarazione della Banca è quella di un monitoraggio delle Borse e dei Prezzi, con la promessa che verranno adottate tutte le misure necessarie per mantenere stabilità.

Il Tesoro Turco ha altresì annunciato un imminente prestito non programmato con scadenza a 91 giorni; ciò dovrebbe permettere di “diversificare gli strumenti finanziari e sostenere i mercati”.

Jim Reid di Deutsche Bank ha affermato che “i problemi della Turchia sono abbastanza idiosincratici e dovrebbero essere relativamente ben contenuti al di fuori dell’ovvio rischio-fuori a breve termine”. Lo stratega ha tuttavia sottolineato possibile volatilità nelle prossime settimane.

Di contro, volano al rialzo i tradizionali beni rifugio: franco svizzero, l’oro, lo yen giapponese e le obbligazioni governative giapponesi.