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Previsioni cambio euro/dollaro 2018: trend rialzista

Il 2018 appena iniziato vedrà, secondo le analisi delle maggiori banche mondiali, il cambio euro/dollaro in rialzo. Motore di un maggiore apprezzamento dell’euro è stata la policy della Banca Centrale Europea; aumento dei tassi d’interesse e fine del quantitative easing sono stati al centro dell’ultimo meeting di dicembre 2017, nel quale si è sottolineata la crescita economica si è ribadito l’obiettivo dell’inflazione al 2%.

Dai primi giorni dell’anno il cambio EUR/USD è salito sino a toccare 1,21$, dato record degli ultimi tre anni; la nostra moneta unica si conferma forte, anche visto l’iter in salita della legge finanziaria di Trump e la debolezza dell’inflazione che gli USA stanno vivendo ormai da mesi. Un ulteriore incremento dell’euro dovrebbe verificarsi dopo le elezioni politiche del 4 marzo, cioè al  termine dell’incertezza politica attuale.

Su lungo periodo la coppia di valute dovrebbe, secondo gli analisti, raggiungere un livello di scambio a 1,35$. Senza andare troppo lontano, possiamo però iniziare a collocare una prima resistenza proprio a 1,21$. Abbattuto questo muro dovremmo ritrovarci in un mercato più positivo che offrirà allettanti possibilità durante i ribassi. Parliamo di ribassi appunto perché la situazione economica europea e statunitense è probabile faccia perdurare la volatilità.

Raggiunto il livello di 1,24$ si apriranno, verosimilmente, nuovi scenari grazie ai pullback di breve termine che offriranno interessanti occasioni d’acquisto. Questo punto di rottura, secondo calcoli probabilistici di LongForecast, dovrebbe verificarsi nel mese di febbraio.

Previsioni EUR/USD gennaio: allarme volatilità

A dimostrazione di un cambio soggetto ad estrema volatilità, lunedì la coppia EUR/USD ha rotto sotto il livello 1,20$; l’andamento caotico prosegue, tanto che oggi le due valute vengono scambiate a 1,19$. Il trend ribassista potrebbe proseguire ancora per qualche giorno, toccando 1,18$.

La rottura della quota 1,18 potrebbe causa un rally al ribasso, che tuttavia riteniamo improbabile. Al contrario, se verrà mantenuto il livello di 1,19, questo si configurerà come un importante supporto a sostegno del rialzo.

Nonostante l’inversione di tendenza, le previsioni sul lungo periodo rimangono rialziste, e l’euro dovrebbe ritrovare apprezzamento dal 25 gennaio, data della prossima riunione BCE.

Prima di questa data è molto probabile che non si avranno oscillazioni degne di nota. Il calendario economico e politico non prevede infatti a breve eventi decisivi che possano imprimere una decisa accelerazione.

 

 

 

 

 

 

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