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Previsioni Dollaro: debolezza sul lungo periodo

L’andamento del dollaro statunitense merita in questo momento un’analisi approfondita. Ogni portafogli di investimento ben bilanciato prevede infatti, nella maggior parte dei casi, obbligazioni esposte a valute diverse dall’euro; qualunque di queste è indissolubilmente legata alla moneta più importante a livello mondiale.

Nonostante i proclami del Presidente Trump, che spinge sulla forza della valuta federale, il dollaro sta subendo colpi senza soluzione di continuità già da qualche mese. Avevamo parlato del trend ribassista di febbraio, e delle relative previsioni per il dollaro USA nel 2018.

Sta qui il nodo che potrebbe confondere gli investitori: le pretese presidenziali si scontrano con la politica protezionistica, e sappiamo bene quanto le strategie nazionaliste indeboliscano le valute nazionali.

Il dollaro sta inoltre subendo l’appeal dei mercati emergenti. I debiti dei paesi in via di sviluppo costituiscono infatti una forte attrattiva per  gli investitori; non si trascuri anche il cambio valutario conveniente, che si traduce in possibilità di vantaggiosi import/export.

In questo scenario è difficile fare previsioni sul breve periodo, specialmente in questo momento di tensioni commerciali ancora serpeggianti tra USA e Cina.

Tuttavia sul lungo periodo è verosimile che il dollaro continui a stagnare nella debolezza attuale. Qualche movimento al rialzo, che è pure riscontrabile, non è destinato ad indicare tendenza duratura. A riprova di ciò basta analizzare il tasso di cambio reale effettivo: dal confronto tra valute emerge infatti come il dollaro sia al momento sopravvalutato, soprattutto perché si stanno tenendo poco in considerazione i deficit fiscali e di bilancio.

L’Euro sarà più forte del Dollaro?

 

Guanto di sfida, se così si può dire, determinate è lanciato anche dall’Europa. Il Pil della zona euro sta crescendo rapidamente, come mai prima dal 2011. L’aumento di domanda interna sta diminuendo la dipendenza dalle esportazioni esterne, rendendo così più dinamica l’economia dell’UE.

Questi dati potrebbero attirare gli asset manager sui mercati di casa nostra, tanto nel campo delle azioni quanto in quello delle obbligazioni. Una crescita esponenziale di questo genere sarebbe capace di innescare una maggiore domanda di euro da parte dei gestori delle riserve valutarie, che finirebbero così per trascurare il dollaro.

Ribadiamo quindi le nostre conclusioni circa le previsioni del cross EUR/USD , tutte a favore della moneta unica europea.