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Previsioni rupia indiana: ulteriore deprezzamento

Momento difficile per molte valute: questa primavera si è aperta, e continua, nel segno della debolezza. Il deprezzamento che ha colpito il rublo russo, e il calo del dollaro americano, sembrano portare  con sé anche la rupia indiana.

Anzi, la moneta indiana sembra fare addirittura peggio del dollaro, visto che nella giornata di ieri ha toccato il minimo da 15 mesi proprio contro il biglietto verde. Nello specifico, la rupia scambia a 67,13 contro un dollaro, pari al 5,15% di caduta.

E la valuta dovrebbe indebolirsi ulteriormente, secondo gli analisti, inclusi gli autorevoli esperti della banca australiana ANZ e del gruppo olandese ING.

La terza economia dell’Asia, nonostante i proclami di un ribaltamento in positivo, ha tuttavia visto una crescita rallentata negli ultimi 12 mesi. L’India ha infatti dovuto affrontare una demonetizzazione inattesa , l’introduzione di una tassa sui beni e servizi e l’aumento dei crediti nel settore bancario.

Oltre a questi problemi interni si aggiunge il pericolo esterno del prezzo del petrolio, in questi giorni in forte ascesa. Il Paese è un grande importatore di petrolio; se l’oro nero dovesse proseguire il suo rally, la crescita indiana potrebbe perdere ben 15 punti base, con conseguente impennata dell’inflazione.

Rupia indiana: rischio crollo?

Nel corso del 2017 l’India ha costruito le sue riserve estere , ma il suo fabbisogno finanziario significa che la banca centrale potrebbe non avere molto spazio per intervenire in caso di peggioramento del selloff, ha notato Radhika Rao, economista alla DBS.

Il Paese ha del resto dovuto fare i conti con le fuoriuscite di capitale: si prevede un deflusso netto di 244,44 milioni di dollari entro la fine di aprile di quest’anno, direzione del tutto opposta ai 30,78 miliardi di acquisti netti per il 2017.

Secondo il gruppo finanziario Maybank, non tutto è perduto per la rupia, che potrebbe salvarsi in corner dallo schianto al suolo.

L’attività economica potrebbe accelerare la spesa in conto capitale e il miglioramento della domanda globale, che aiuterebbe la valuta a stabilizzarsi. Dobbiamo attendere il consolidarsi dei tassi di interesse e del petrolio.

Insomma, la rupia indiana potrebbe riprendersi, e in ottica di investimento potremmo sfruttare l’ulteriore deprezzamento previsto per comprare a costi bassissimi e attendere i rialzi sul lungo termine.