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Sterlina in picchiata: schiacciata da Brexit e BoE

L’inizio della Brexit, con le sue contraddizioni, ambiguità e politica ancora in fieri, ha determinato alterne fortune per la valuta inglese. Dalla paventata ipotesi di un flashcrash della sterlina si è passati ad una previsione sul cross EUR/GBP a favore della seconda, confondendo le strategie degli investitori.

Se dunque contro la moneta unica la sterlina sembra avere ancora margini di manovra, in questi giorni ha dovuto soccombere nei confronti di un dollaro statunitense sempre più forte. Il momento politico non è favorevole alla valuta; da un lato le news sulle prossime mosse-Brexit, dall’altro l’imminente riunione della Bank of England hanno reso i traders poco attivi verso la moneta inglese.

La proposta Brexit della May

Manca poco alla presentazione del Brexit Bill al Parlamento Inglese. La premier Theresa May dovrà infatti chiedere la fiducia sul documento che segna le modalità definitive del divorzio tra il Regno Unito e l’Unione Europea. La composizione del disegno di legge è ad oggi ignota anche ai vertici UE. In tutti i casi, il nodo dirimente sarà costituito dai 60 miliardi di euro che il Regno Unito dovrebbe pagare per far fronti agli impegni già presi e giuridicamente vincolanti.

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Data la delicatezza della situazione, il timore degli investitori riguarda l’impossibilità di una smooth Brexit. Il risultato è che la sterlina cade contro il dollaro assestandosi ai minimi degli ultimi 8 mesi, ossia a 1.31587.

Il rialzo dei tassi della BoE

Altro punto che fa allontanare i traders dalla sterlina è l’attesissima riunione della Bank of England fissata per domani. L’istituto guidato da Mark Carney molto probabilmente non annuncerà l’aumento dei tassi di interesse, che rimarranno quindi invariati all’attuale livello dello 0,5%.

Secondo Gero Jung, capo economista di Mirabaud AM, “La nostra view relativa a un rialzo dei tassi d’interesse ad agosto resta valida e non ci aspettiamo grandi annunci nel corso della riunione di politica monetaria della Bank of England di questa settimana”.

Alla luce di questi dati, investire sulla sterlina significa quasi necessariamente aprire posizioni short, almeno per le prossima settimane. La debolezza sul breve periodo potrebbe vedere un’inversione di tendenza solo da agosto, in concomitanza con l’aumento dei tassi di interesse.