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I Bitcoin sono una bolla. L’assalto degli hedge fund

Il Bitcoin è forse una bolla sul mercato? A dirlo è Ray Dalio, il fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates, che fa il paio con Jamie Dimon, il numero uno di JP Morgan. Due esponenti dell’alta finanza “made in USA” che dichiarano che la più famosa criptovaluta del momento, il Bitcoin, è una bolla pronta a scoppiare.

Il punto principale della questione, secondo Dalio, è che il Bitcoin ha guadagno il 311% in un anno, arrivando addirittura ad oltre 4.000 dollari l’uno. Al confronto, indici come l’S&P 500 o il Dow Jones sono saliti molto di meno, rispettivamente del 12% e del 13%.

Si affianca ai due manager anche il Wall Street Journal, che invece conferma che il valore reale della criptovaluta è forse pari a zero. Il punto da tenere a mente, in questo caso, è che il Bitcoin non ha una struttura centralizzata e non è controllato da nessuna banca centrale, cosa che è proprio il punto di forza delle criptovalute in generale (anche Ether e Ripple, ad esempio, vantano questa caratteristica).

Sembra dunque che l’alta finanza stia continuando a bollare le cripto come una bolla, come un qualcosa da non comprare e di cui non ci si può fidare. Ma è veramente così?

L’altro lato della medaglia è rappresentato da Rainer Michael Preiss, dirigente esecutivo di Taurus Wealth Advisors, che afferma come gli amministratori delegati delle grandi banche e società di investimento americane sono semplicemente molto preoccupati delle enormi potenzialità che i Bitcoin e le altre cripto, e temono che in qualche modo la tecnologia blockchain (quella che sta dietro le cripto) possa continuare a salire in maniera visibile.

I Bitcoin sono sicuri?

Difficile da dire, un po’ come tutte le cose che non si conoscono sono cose che fanno indubbiamente paura. Alcuni dicono che la tecnologia blockchain è il futuro e che è stata sviluppata in maniera tale da garantire la massima trasparenza delle operazioni (pur con il massimo anonimato).

A questo proposito, vogliamo lasciarti con un video di Marco Montemagno in cui parla, in maniera secondo noi magistrale, del principale problema dei Bitcoin: le banche.