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Bitcoin come le valute FIAT? Per Ubs è ancora no

Le criptovalute, e Bitcoin in particolare, si muovono su due binari paralleli. Da un lato mezzo speculativo che grazie al trading online promette grossi guadagno, dall’altro mezzo di pagamento a tutti gli effetti. Abbiamo visto recentemente il brevetto di una nuova tecnologia che consentirà di pagare con i BTC attraverso Mastercard, e tante sono le iniziative su questo versante.

Non tutti però sembrano essere concordi circa la reale fattibilità. UBS ritiene infatti che Bitcoin sia ancora molto lontana dal poter ricoprire lo stesso ruolo del denaro “in 3D”.

Lo strategist Joni Teves ha scritto una nota ai clienti in cui si legge che “Il bitcoin è ancora troppo instabile e limitato per diventare un mezzo di pagamento praticabile o una asset class mainstream”. Il documento prosegue: “A causa della sua mancanza di stabilità dei prezzi, il bitcoin non soddisfa i criteri che devono essere ottemperati per essere considerati denaro.”

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Secondo UBS insomma gli ostacoli affinché i token BTC siano considerati alla stregua delle valute a corso legale sono due: la volatilità e i limiti tecnologici.

Bitcoin tra volatilità e limiti tecnologici

Riguardo il primo punto, nulla di nuovo sotto il sole. Basti considerare l’andamento di Bitcoin negli ultimi 10 mesi per notare un andamento a picchi e repentine cadute, spesso alternati nell’arco di 24 ore. Ad oggi Bitcoin ha perso circa il 60% dal massimo di 20.000$ toccato a dicembre 2017. Nel momento della scrittura il suo prezzo è di 7.349$, ma pochi mesi fa aveva pericolosamente sfiorato i 6.000$.

La tesi di Teves è la seguente: le forti oscillazioni di prezzo sono, per il 70% del totale, risultato dell’interesse speculativo. In sostanza, Bitcoin sarebbe “vulnerabile alle grandi mosse“.

Tra i limiti tecnici menzionati ritroviamo scalabilità, dimensioni e velocità. Le modifiche apportate dagli sviluppatori per risolverli sono state “insufficienti“. “Bitcoin non può gestire il volume di transazioni elaborate da meccanismi utilizzati nel mondo reale”, afferma lo strategist.

In finale, UBS non ha escluso a priori la possibilità che i bitcoin possano costituire una valuta di pagamento, ma ritiene non a breve termine. Teves ha infatti posto l’accento sulle condizioni che dovrebbero crearsi affinché la crypto diventi una asset class legittima, in primis il supporto normativo.