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Bitcoin crolla, in arrivo la morsa delle banche

Continua la picchiata verso il basso di Bitcoin, che da inizio anno è stato, insieme alle altre criptovalute, protagonista di forti deprezzamenti. Come abbiamo analizzato su questo articolo, già un mese fa la situazione ha preoccupato non poco gli investitori.

Per la prima volta oggi Bitcoin scende sotto i 10.000$ da quando li ha raggiunti; nel momento in cui scriviamo la sua quotazione è di 7.074$. Un passo indietro di qualche mese: queste cifre ricalcano infatti la quota di novembre.

A soffrire non è comunque solo Bitcoin. A fargli compagnia c’è Ripple, che scende sotto il dollaro e oggi è appena sopra gli 0,60$, mentre Ethereum viene scambiata per 650$, ottenendo un negativo di oltre 36 punti percentuali negli ultimi 30 giorni.

Un tonfo generale, dato anche dalla SEC statunitense che ha congelato una ICO da 600 milioni di dollari. Non si sottovaluti inoltre la decisione di Facebook di non sponsorizzare né le valute digitali né le relative Ico, né il furto su Coinchek.

Più di tutto l’universo criptovalutario  sta soffrendo delle ultime news in arrivo dall’Europa, precisamente dagli istituti di credito, decisi a dare uno stop agli acquisti di monete virtuali.

Banche, in arrivo ban per le crypto

Nella giornata di ieri il britannico Lloyds Bankings Group ha dichiarato che si muoverà al fine di evitare acquisti di valute digitali tramite carte di credito, mentre sarà possibile effettuare le operazioni con le  carte di debito. Sottolineiamo il peso finanziario del gruppo, che include tra gli altri anche i giganti Halifax, Colleys e la Bank of Scotland.

Notizie trapelate dal Telegraph, che riporta la decisione della banca come una misura preventiva, atta a proteggere i capitali dei risparmiatori dalla volatilità e imprevedibilità delle crypto.

E dal Vecchio Continente minacce di una rigido ban sono state adottate anche oltreoceano. A fare eco al Lloyds Bankings Group ci sono i colossi JP Morgan Chase, Bank of America e Citigroup.

JP Morgan che chiarisce finalmente la sua posizione, dopo diverse dichiarazioni contraddittorie, ad esempio sui futures Bitcoin. Il  CEO Jamie Dimon aveva parlato di un asset truffa, mentre il global strategist Nikolaos Panigirtzoglou non aveva nascosto fiducia e simpatia per i token.