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Bitcoin: ecco come si svolgerà il programma di dimezzamento mining

Come sappiamo, Bitcoin è stato creato per avere un rifornimento massimo di 21 milioni di token. I rendimenti dall’attività di mining seguono una progressione geometrica decrescente; in pratica ogni 210.000 blocchi viene tagliata a metà la ricompensa del blocco, finché alla fine non si esauriranno le monete.

All’inizio il premio era di 50 BTC per blocco, e così è rimasto sino al 28 novembre 2012, quando è stato raggiunto il blocco 210.000. A quel punto si è passati ad una ricompensa di 25 BTC, che a quel tempo significavano 625$ anziché i 1.250 precedenti. Il prezzo della crypto è però contestualmente aumentato, e dunque al raggiungimento del secondo “pezzo”, nel 2016, il premio di 12,5 BTC corrispondeva a 8.250$.

Quella fu l’ultima volta che la ricompensa si è dimezzata, e da allora il prezzo di Bitcoin è cresciuto esponenzialmente, e con lui anche i mining-addicted. Ad oggi, la risoluzione dell’algoritmo di un blocco vale circa 84.000$.

Qualche giorno fa Bitcoin si trovava al blocco 538.658, cioè quasi al giro di boa del 630.000 che vedrà un’ulteriore riduzione del premio a 6,25 BTC. Secondo le previsioni, ciò potrebbe verificarsi nella primavera del 2020, ma è difficile fare una stima precisa.

Al momento il tempo medio per l’apertura del blocco è di 10 minuti, ma potrebbe ridursi perché l’hashrate è in forte aumento a lungo termine. Sono già stati estratti 17.233.00 di BTC, cioè l’82% del “capitale” iniziale; meno di 4 milioni, insomma, alla fine delle scorte. Successivamente, i minatori saranno pagati unicamente con le spese di transazione.

Conviene ancora minare Bitcoin?

Iniziamo subito col dire che alla quotazione attuale della crypto (poco più di 7.000$), minare senza dovere investire tramite trading o compravendita di token potrebbe sembrare una buona idea. In realtà i costi della corrente elettrica sono elevatissima, e difficilmente un computer casalingo, per quanto potente, potrebbe fare un mining efficace.

Se vivi in un Paese in cui i costi della fornitura energetica sono bassi, o hai a disposizione un’ottima copertura di pannelli solari, forse potresti minare Bitcoin e guadagnare; sempre a patto di investire qualche centinaio di euro in hardware. 

L’alternativa è il cloud mining, cioè l’affitto a quota fissa mensile, peraltro estremamente ridotta, di computer e hashrate. Trovi qui un approfondimento e qualche suggerimento sulle migliori piattaforme per il cloud mining.