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Bitcoin vola: record a oltre 6.000$

Nuova accelerazione rialzista per Bitcoin, che è salito nella giornata di sabato a 6.000$, superando ancora una volta i suoi stessi record che, lo ricordiamo, avevano posto una barriera a 5.800$. Da inizio anno la mamma delle criptovalute ha superato i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione e regalato agli investitori un digital wallet più ricco di ben otto volte.

Bitcoin mostra così un’incredibile resilienza agli incidenti di percorso che hanno caratterizzato il suo iter negli ultimi mesi: dalle politiche della Cina e della Corea del Nord, che hanno bloccato l’attività di molti exchange e limitato svariate ICO, passando per le disastrose previsioni di alcuni analisti (soprattutto provenienti dal mondo bancario) che hanno anche di recente parlato di una bolla. Prezzi così alti non sarebbero sostenibili a lungo termine, e dunque un livello del genere sarebbe destinato a piombare in ribasso, senza considerare le perplessità dovute all’anonimato e alla decentralizzazione della blockchain.

Eppure Bitcoin (e, ad onor del vero, anche altre cryptocurrency), continuano il volo verso l’alto: sono più di 20 milioni  gli investitori di tutto il mondo che sono attirati dai forti guadagni, sia che provengano dalle transazioni sia che siano frutto di un’attesa dell’aumento di prezzo.

A riprova del valore del Bitcoin, percepito come un vero e proprio tesoretto, portiamo l’esempio di un caveau gestito da Xapo, società che si occupa di digital wellet offline. Vicino il lago di Lucerna è stato allestito una sorta di forziere all’interno di un ex bunker militare, e all’interno, ben protetti, si trovano gli hard drive con i codici crittografici di molti investitori svizzeri (ma forse non solo). Moderni lingotti 2.0, che testimoniano la fiducia di magnati della finanza nel campo delle criptovalute.

Del resto il valore del denaro virtuale è indissolubilmente legato alla fiducia e alle aspettative degli investitori; chi decide di far fruttare il proprio capitale in Bitcoin o valute analoghe lo fa nella convinzione (più che speranza) che il prezzo continui a salire. In questo senso le fluttuazioni del mercato fanno sì che Bitcoin si comporti più come una commodity, alla stessa stregua del petrolio, per intenderci, che invece come le altre monete.