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Bitcoing gold inizia col piede sbagliato

Mercoledì 25 ottobre è nato ufficialmente Bitcoin Gold.  La scissione da Bitcoin è avvenuta tramite il fork, cioè la copia del codice sorgente Bitcoin (che, ricordiamo, è open source), una sorta di istantanea che ha dato orgine ad una nuova blockchain. I miner hanno praticamente creato una nuova miniera intonsa, che quindi non sottrae nulla ai 21 milioni di Bitcoin in circolazione.

Lo scopo di questa nuova divisione è chiaro: man mano che si “liberano” Bitcoin, per trovarne altri servono macchine con potenze di calcolo sempre più esose, sia in termini tecnici che economici. Ciò significa che un individuo comune molto difficilmente avrà la possibilità, ad un certo punto, di continuare a minare la criptovaluta. Bitcoin Gold si pone invece come una moneta digitale più alla portata di tutti, che grazie  all’algoritmo Equihash, può essere oggetto di mining da parte di chiunque: Equilash infatti è supportato da normali unità grafiche e GPU.

La partenza non è stata però delle migliori, anzi. Subito dopo il lancio, Bitcoin Gold ha perso immediatamente circa il 66%, toccando una quotazione di 85$. Questo scivolone ha trascinato con sé anche il BTC standard, che è crollato dalla quota record di 6.000$ a poco più di 5.400$. Il crollo ha avuto ripercussioni anche sulla quotazione di Ethereum, in ribasso a 300$.

Questo dato ci dice una cosa fondamentale sul destino non solo sulla neonata Bitcoin Gold, ma sulle criptovalute più in generale: il loro successo è profondamente connesso all’accettazione e alla fiducia che investitori e miner ripongono, e di certo la timeline ambiziosa e la mancanza di codici pubblici (verranno resi tali ai primi di novembre) ha reso molti exchange prudenti e diffidenti. Senza considera che il sito web ufficiale ha riscontrato parecchi problemi di natura tecnica, tanto che è stato offline per svariate ore.

Il sell off ha però avuto benefici sul digital wallet di alcuni trader che dal long dei giorni scorsi sono passati allo short con lungimiranza sul deprezzamento della cryptocurrency. La volatilità insita nelle valute virtuali ha infatti indotto gli investitori a favorire le oscillazioni: apprezzamento-deprezzamento-apprezzamento è stata la catena ha permesso di trarre non pochi profitti dalla natura incerta di questi strumenti.