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Bond Blockchain: ecco le novità dalla Banca Mondiale

La Banca Mondiale ha incaricato la Commonwealth Bank of Australia di organizzare il primo bond blockchain al mondo.

Il bond, che si chiamerà Kangaroo, si riferirà ai titoli esteri emessi dall’Australia nella sua valuta; vista la particolarità dello strumento, si è scelto di denominarlo bond-i, acronimo di Blockchain Offering New Debt Instrument.

Si tratta di un’innovazione senza precedenti. Dalla creazione alla gestione, passando per l’assegnazione e il trasferimento, il titolo poggerà completamente sulla tecnologia della catena di blocchi. Blockchain che, come ben sappiamo, è la stessa alla base del funzionamento delle criptovalute; l’impiego nel mondo dei bond avrà il vantaggio di registrare in modo sicuro tutte le transazioni effettuate.

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Delle sue possibilità abbiamo parlato più volte, e proprio recentemente abbiamo visto come la blockchain potrebbe migliorare l’economia globale.

I due istituti hanno dichiarato, tramite un comunicato congiunto, che “Blockchain ha il potenziale per snellire i processi tra numerosi intermediari e agenti del mercato dei capitali di debito, contribuendo a semplificare la raccolta di capitali e negoziazioni di titoli, migliorare l’efficienza operativa e migliorare la supervisione regolamentare”.

Bond Blockchain: quali prospettive?

La Banca Mondiale pensa di poter raccogliere, al lancio, 100 milioni di dollari australiani; l’emissione avverrà proprio durante questo mese di agosto 2018. La domanda è al momento forte, e il tesoriere dell’istituto, Arunma Oteh, ha dichiarato che “Crediamo che le tecnologie emergenti ci offrano possibilità trasformative ma prudenti per continuare a innovare, per rispondere alle esigenze degli investitori e per rafforzare i mercati“.

Ma quale blockchain? Al momento le due banche hanno optato per una distribuzione tramite catena di blocchi basata su Ethereum, ma non escludono altre opzioni in futuro.

Fino a questo momento, l’interesse degli investitori si è rivelato piuttosto forte, soprattutto da parte dei sostenitori del sistema. Certamente la blockchain rende i processi più rapidi e sicuri, lavorando come un registro vero e proprio.

Lo stesso Paul Snaith, della Banca Centrale, auspica che altri istituti possano emettere debito con lo stesso sistema, e afferma che “le banche centrali stanno già valutando come possono usare la blockchain per chiudere le transazioni.

Dall’altro lato non mancano i detrattori, preoccupati dal fatto che un eccesso di eccitazione possa portare ad una bolla.