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Cina: al bando l’ICO delle criptovalute

Il governo cinese sta per mettere al bando le procedure di sottoscrizione e finanziamento di criptovalute.

L’era della moneta digitale potrebbe volgere al termine in estremo oriente e il crash non si è fatto attendere: nel pomeriggio di ieri Bitcoin, la criptovaluta più famosa, è piombata giù dell’8%, mentre Etherem ha perso l’11%.

Un arresto inatteso e violento che alimenta dubbi sulle due cryptocurrency che avevano registrano parabole iperboliche nei mesi scorsi. La Banca Centrale Cinese ha infatti dichiarato tramite il proprio sito internet che questo tipo di transazioni sono illegali. «Più del 90 per cento dei progetti ICO» riporta il quotidiano di notizie finanziarie Caixin «potrebbero aver violato le leggi di raccolta di fondi o essere casi di frode». La People’s Bank of China ha proseguito il suo comunicato ordinando l’interruzione delle operazioni a tutti che erano coloro impegnati nella raccolta fondi tramite ICO (initial coing offerings). Chi ha già concluso le offerte iniziati in token dovrà provvedere alla restituzione dei fondi in modo da “proteggere i diritti degli investitori, e anche per gestire in modo appropriato i rischi”.

Secondo una relazione del Comitato Tecnico Nazionale per la Sicurezza Finanziaria Nazionale della Cina, nel corso degli ultimi dodici mesi le procedure di offerta pubblica di moneta afferenti a 65 ICO sono riuscite a raccogliere circa 2,6 miliardi di yuan, corrispondenti a circa 334 milioni di euro. Il timore di Pechino è che queste ingenti somme possano essere collegate a frodi e malversazioni, eventualità che renderebbero i mercati finanziari cinesi fragili e instabili.

60 piattaforme exchange saranno soggette a controlli e verifiche, e nel frattempo le ICO verranno congelate. I nomi di queste piattaforme non sono stati divulgati, ma già nella giornata di ieri due big cinesi del settore, ICOage e ICO.info, hanno sospeso a titolo volontario i loro servizi. Il blocco delle monete digitali dovrebbe essere tecnicamente solo temporaneo, ma non si possono escludere decisioni più drastiche.

Come ha esplicitamente scritto la Banca, la loro considerazione sui mercati non può essere alla stregua della valuta tradizionale, poiché hanno “seriamente scardinato l’ordine economico e finanziario”