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Le criptovalute al G20: secondo Carney non rappresentano una minaccia al sistema finanziario globale

Un gruppo di autorità di regolamentazione composto dalle principali banche centrali del mondo e da vari ministri, ha dichiarato ieri che le criptovalute non rappresentano un rischio per la stabilità finanziaria globale, commenti che arrivano alla vigilia dei colloqui del G-20.

In una lettera pubblicata il 18 marzo, il presidente del Financial Stability Board, Mark Carney, che guida anche la Bank of England, ha affermato che l’organizzazione non considera la tecnologia delle crypto una minaccia, almeno in questo frangente.

Carney ha detto:

La valutazione iniziale del FSB è che le criptovalute non rappresentano rischi per la stabilità finanziaria globale in questo momento, in parte perché sono piccole rispetto al sistema finanziario globale. Anche dopo il recente picco (lo scorso dicembre), il loro valore di mercato globale combinato è inferiore all’1% del PIL globale. In confronto, appena prima della crisi finanziaria globale (nel 2008), il valore nozionale dei credit default swap era pari al 100% del PIL globale.

Le dimensioni ridotte e il fatto che non siano (ancora, aggiungeremmo) sostitutive delle valute fiat, oltre ad un uso molto limitato per l’economia reale e per le transazioni finanziarie, significa che i collegamenti con il resto del sistema finanziario sono limitati.

Le criptovalute non sono un rischio per la stabilità finanziaria globale.

Mentre la nota è per lo più in linea con i precedenti commenti di Carney sull’impatto limitato delle criptovalute sul sistema finanziario globale, da essa si capisce anche come le discussioni del G20 in merito alle crypto potrebbero evolversi. I funzionari governativi si incontreranno oggi e domani per parlare, tra le altre cose, di criptovalute, un punto all’ordine del giorno che è stato ritenuto “importante” nel tentativo di raggiungere una “risposta comune” in termini di regolamentazione.

Come riconosciuto nella lettera di Carney, alcuni dei principali paesi – Francia, Giappone e Stati Uniti in maniera particolare – hanno chiesto una risposta unitaria alla speculazione che si è vista in questo mercato. Più recentemente, i funzionari giapponesi hanno espresso interesse per gli sforzi congiunti in materia di riciclaggio di denaro.

In appoggio a Carney, anche il segretario al Tesoro statunitense Steve Mnuchin, ha detto in passato che non considera le criptovalute come una minaccia alla stabilità finanziaria.