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Furto su Coincheck: criptovalute in ribasso

Giornate già difficili per il mondo delle criptovalute, che abbiamo visto perdere diversi punti percentuali dall’inizio dell’anno. Un calo fisiologico che si verifica già da anni ad ogni gennaio, ma da dallo scorso week-end le cose si sono notevolmente complicate.

Il famoso exchange giapponese Coincheck da venerdì scorso ha infatti comunicato il verificarsi di alcuni problemi. Le transazioni sono state in prima battuta limitate e poi bloccate. Alcuni hacker sono riusciti ad entrare nel sistema della piattaforma e hanno defraudato gli utenti. Sono stati prelevati dai conti ingenti quantità di crypto NEM, per un valore, in dollari, di circa 530 milioni.

Coincheck ha già comunicato che provvederà al risarcimento dei defraudati, ma di certo questo furto, già definito il più grosso nella storia digitale delle valute digitali, getta ulteriori ombre sui sistemi di scambio virtuali.

E non si tratta del primo caso. Avevamo parlato del furto alla Tether Treasury per 30 milioni di dollari, ma al di là dei singoli episodi le frodi sembrano far girare un’economia sommersa di sorprendente valore. Secondo Lex Sokolin, direttore globale della strategia fintech presso Autonomous Research, dal 2014 al 2015 gli hacker sarebbero addirittura riusciti a rubare 1,2 miliardi di dollari in bitcoin ed ether.

La reazione delle crypto

Un attacco così potente mette alla luce un nodo quasi paradossale. La blockchain, inviolabile e sicura, contro invece un sistema, quello degli exchange, facilmente penetrabile.

Di fronte a tale incertezza le reazioni del mercato non si sono fatte attendere. Soprattutto NEM, oggetto del furto, ha perso oltre otto punti percentuale; in questo momento si scambia a 0,89$.

Bitcoin ed Ethereum, prevedibilmente sono quelle che di più son riuscite a contenere le perdite: i BTC non scendono sotto i 10.000$, ma si mantengono stabili attorno alla quota di 11.000$, mentre gli ETH stazionano sui 1.100$ circa.

Quel che forse non ci si aspettava è stato il brusco crollo di Ripple. La criptovaluta delle banche ha infatti perso oltre il 6%, e oggi viene scambiata a 1,21$.

Certo, Ripple ha dalla sua parte la solide spalle degli istituti di credito e le importanti partnership, tra cui quella ancora in trattativa con Moneygram, che potrebbero costituire un buon carburante per la ripresa del rally.