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Futures Bitcoin: l’analisi di JP Morgan

In effetti tracciare una linea coerente del pensiero di JP Morgan Chase & Co. sul Bitcoin risulta abbastanza difficile. Solo due mesi fa infatti il CEO Jamie Dimon aveva bollato le criptovalute come una truffa, una frode, esprimendo l’intenzione di licenziare qualunque dipendente avesse sorpreso ad effettuare transazioni su blockchain.

Dimon si era spinto anche un po’ più in là: “attualmente queste cripto cose sono una specie di novità. La gente pensa che siano una cosa carina” e continuava sulle ICO affermando che “più grosse diventano, più i governi saranno intenzionati a chiuderle“. Insomma una posizione che non lasciava spiragli di cambiamento.

E però, sempre all’interno della società finanziaria, non mancano autorevoli pareri discordanti. Proprio in questi giorni il global strategist Nikolaos Panigirtzoglou si è pronunciato in favore dei futures bitcoin: l’ingresso della criptovaluta su piattaforme di trading regolamentate, sostiene, farà sì che la moneta acquisti la credibilità e la fiducia anche degli investitori istituzionali e al dettaglio.

Bitcoin si aprirebbe così a una più larga fetta di mercato, trasformandosi in un vero e proprio asset class alla stregua di titoli azionari e obbligazioni.

Futures Bitcoin: asset class emergente

Come abbiamo visto, il rally della quotazione che ha portato Bitcoin a sfondare il muro degli 11.000$ deve molto a CME Group (la Borsa di Chicago) e alla sua decisione di lanciarne i futures.

Il CME ha infatti dichiarato di aver ricevuto l’ok dalla CFTC (la commissione statunitense che si occupa della regolamentazione del mercato dei futures): l’inizio delle negoziazioni è stato stabilito per il 18 dicembre.

Altra notizia importante è che la CBOE (tra le più importanti borse del mondo per la negoziazione di opzioni) ha presentato una product certification in collaborazione con CFTC, Nasdaq Inc. e Cantor per il progetto di lanciare derivati bitcoin.

I futures saranno regolati in contanti, quindi durante le transazioni non ci sarà nessuno scambio di bitcoin effettivi, ma nonostante ciò svariati analisti, sostengono che la regolamentazione ridurrà la volatilità che caratterizza la natura delle criptovalute.

Lo stesso Panigirtzoglou ha sottolineato come “il valore di questa nuova classe di attività” dipenda dalla “larghezza della sua accettazione come riserva di ricchezza e come mezzo di pagamento“.