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Futures Bitcoin: dubbi dalle banche USA

Manca poco al lancio dei futures Bitcoin da parte delle Borse di Chicago, e l’attenzione mediatica non è mai stata così alta sul mondo delle criptovalute. Derivati che dividono il pubblico, dai piccoli trader alle grandi società, in una sorta di tifo pro e contro; esemplificativa della situazione è l’analisi di JP Morgan, il cui CEO ha parlato di truffa invece il global strategist si è al contrario pronunciato a favore.

Contraddizioni riscontrabili anche questa mattina: mentre Bitcoin mostra uni spunto rialzista sopra i 14.000$ (al momento della scrittura la quotazione è di 14.990$), arriva la preoccupazione della Futures Industry Association, che raggruppa i grandi istituti bancari statunitensi.

In particolare Goldman Sachs, JP Morgan Chase e Citigroup si sono rivolti alla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) esprimendo il proprio dissenso sui futures Bitcoin, ma in generale sulle valute digitali.

Quel che viene contestato è, semplificando, l’immediatezza con cui l’autorità ha dato il benestare alle Borse di Chicago senza, secondo i broker, un’adeguata discussione sui livelli di margini, sui limiti del trading e soprattutto senza gli stress test.

Bitcoin preoccupa la SEC: no all’IPO

Un warning sulle criptovalute era già avvenuto lo scorso marzo, quando la Securities and Exchange Commission (SEC) aveva bocciato la proposta dei gemelli Winklevoss di quotare i bitcoin sul segmento Bats BZX di New York. Nonostante il ricorso, dell’IPO non si hanno più notizie.

I gemelli del resto chiedono invano un Eft dal 2013, cioè da quando hanno comprato 100.000 BTC coi un parte dei soldi ottenuti da Zuckerberg per il plagio dell’idea FB. Oggi quell’investimento vale più di 1,5 miliardi.

Altra notizia negativa viene da NiceHash, una delle piattaforme cloud più famose per l’attività di mining. Da una dichiarazione emerge  che il sistema è stato violato, e gli hacker avrebbero commesso un consistente furto di bitcoin dal portafoglio virtuale. E non è il primo caso: risale a pochi giorni fa l’hacking da 30 milioni di dollari alla Tether Treasury.

Continuano insomma le ombre sulle criptovalute, ma probabilmente l’accoglienza di Bitcoin nella finanza tradizionale potrebbe risolvere qualcuno dei problemi che generano tali dubbi. Ad esempio la regolamentazione limiterebbe abusi e alterazioni, senza contare che la blockchain pubblica garantirebbe trasparenza.