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JPM coin: cos’è e come funziona

JPM coin: cos'è e come funziona

JPM coin è la criptovaluta creata da una delle più importanti banche d’affari mondiali, JP Morgan. Già a questo punto potrebbe sembrare di essere in un paradosso; le crypto sono nate come strumento “anti-establishment”, ossia proprio contro gli istituti di credito, categoria in cui rientra, più che a pieno titolo, proprio JP Morgan. Ma procediamo con ordine.

La domanda che sorge spontanea è perché, a cosa cioè servirà JPM coin. La risposta è in realtà molto semplice, perché la valuta digitale funzionerà per rendere più veloci e sicure le transazioni business. Al momento, quindi, si tratta di una soluzione destinata ai clienti istituzionali. Occorre sottolineare a questo punto che JPM coin è una stablecoin, ossia ancorata al dollaro in rapporto di 1:1. Dunque, il cliente deposita una certa somma di denaro (poniamo ad esempio 100.000$) e gli viene accreditato lo stesso numero di JPM coin (dunque 1000.000). A quel punto, una volta che i token sono stati utilizzati per pagamenti o acquisti sulla blockchain, gli stessi vengono distrutti dall’istituto.

I test saranno effettuati nei prossimi mesi su circa 6mila miliardi di dollari, che assicuriamo essere una cifra pressoché irrilevante per la banca.

Che impatto avrà JPM coin sulle altre crypto?

Come abbiamo sottolineato, al momento il progetto è destinato agli istituzionali. JPM coin quindi non sarà alla stregua di un Bitcoin o Ether da potere inserire nel proprio portafogli di investimento. Nulla toglie che in futuro la banca potrà ampliare l’offerta, molto peso avranno i test dei prossimi mesi.

Tuttavia è ragionevole ritenere che il lancio della crypto possa incidere positivamente su tutto il mercato, facendosi locomotiva dell’intero comparto.

Soprattutto per una, forse banale all’apparenza, questione di prestigio. Se persino una banca conia la sua moneta virtuale, ciò significa che il mondo della finanza tradizionale è sulla via di una progressiva accettazione e regolamentazione. Ciò potrebbe facilmente spianare la strada anche alle “colleghe”, seppur strutturate in modo differente.

Per semplificare: se una banca come JP Morgan, di cui a ben ragione ci fidiamo, sfrutta in maniera positiva le potenzialità della blockchain, allora il mondo-crypto potrebbe essere visto positivamente nel suo complesso. Un incremento di fiducia per analogia, insomma, che potrebbe far emergere gli altri token dall’attuale situazione di stallo.

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