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Mining Bitcoin: quanta energia consuma?

Il mining sui Bitcoin è sempre stato un argomento controverso, soprattutto riguardo i costi di estrazione. Minare, infatti, è un processo di brute forcing che attua un protocollo di validazione ripetuto milioni di volte al secondo. Si tratta insomma di trovare l’algoritmo corretto per chiudere un blocco della catena e ricevere una ricompensa. La remunerazione segue una progressione geometrica che dimezza il premio ogni 4 anni. Da un’iniziale guadagno di 50 BTC per sblocco, si è passati a 25 nel 2012 e 12,5 nel 2016. Semplificando, più vengono aggiunti blocchi, meno si guadagna.

Il nodo centrale sta però nel costo. Servono hardware molto potenti e un’ingente quantità di energia elettrica, il che ha fatto discutere sull’effettiva convenienza del mining.

Secondo uno studio di Digiconomist, l’estrazione di Bitcoin impiega lo 0,32% del consumo globale. Vista così sembrerebbe una piccolissima percentuale, ma teniamo conto che equivale all’utilizzo di nazioni come il Cile, ad esempio.

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Questo scenario è stato però messo in discussione da Christopher Bendiksen e Samuel Gibbons di Coinshares Research. Dalla loro analisi parrebbe infatti che il mining usi “solo” lo 0,14% della capacità globale, meno di una piccola Nazione come il Lussemburgo.

Anche a livello di inquinamento in realtà la situazione non sarebbe allarmante come sino ad ora creduto: la rete mineraria di Bitcoin è principalmente alimentata da energia rinnovabile.

Cloud mining: un’alternativa ecologica di guadagno

Molti altri studiosi sembrano concordi sul fatto che minare Bitcoin sia meno dispendioso e inquinante di quanto sia stato sino ad ora divulgato dai media. In attesa di ulteriori studi che confermino i dati, consigliamo sempre il cloud mining, adatto anche a principianti.

Si tratta di un noleggio di server: nessuna spesa per computer con potenti GPU né salati aumenti nella bolletta della corrente elettrica. I contratti sono molto vari per durata e hashrate offerti, così da modellare il mining in base alla propria disponibilità economica e attesa di guadagno. Man mano che il cloud affittato lavorerà, si riceverà la ricompensa, che nella maggior parte dei siti è prelevabile quotidianamente.

Attenzione alle truffe: suggeriamo siti affidabili quali HashFlare, CryptoMiningFarm o Genesis Mind. Il mining può essere un’ottima opportunità speculativa, soprattutto viste le buone previsioni per il Bitcoin nel 2018.