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Prezzi criptovalute in ribasso: cosa sta succedendo?

Se Bitcoin aveva preso quota grazie alla crisi delle valute emergenti (avevamo visto qui Bitcoin come valuta rifugio), le crypto sono tornate a registrare chiusure negative.

I token BTC appaio deboli e instradati verso i minimi del 2018. La valuta digitale ha perso oggi l’1,33%, ma le sue sorelle sembrano in una situazione ancora peggiore. Ethereum registra un -9,17%, Bitcoin Cash -9,62 e Cardano perde addirittura oltre il 10%. Anche le altcoin, insomma, scambiano in rosso.

Bitcoin però trascina con sé anche i volumi sui futures di CME e CBOE, che hanno visto una flessione del 28,7% rispetto al venerdì e un calo del 72,2% rispetto al mese scorso.

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Dalle rilevazioni di CoinMarketCap, la capitalizzazione di mercato dell’intero comparto è scivolata a 187 miliardi di dollari; se può sembrare una cifra abnorme per un prodotto relativamente nuovo e instabile, ricordiamo però che a gennaio il picco fu di 640 miliardi.

A pesare sulle crypto ci sono anche le indiscrezioni, non confermate, secondo cui Goldman Sachs starebbe abbandonando il progetto di un desk dedicato al trading di monete virtuali.

Bitcoin in discesa, dove arriverà?

Secondo Kevin Davitt, senior instructor di The Options Institute, è importante che Bitcoin rimanga al di sopra del livello dei 6.000$. Una discesa sotto questa soglia, secondo la fonte prossima ad avverarsi, potrebbe ricondurre la crypto ai minimi dell’interno anno in corso. In effetti, negli ultimi 10 giorni, BTC ha perso oltre il 14%.

Non tutti gli analisti sono concordi sul destino nero paventato da Davitt. Per Kiana Danial di Invest Dive, Bitcoin potrebbe essere sempre più largamente diffuso, e perché no accettato anche come mezzo di pagamento. Dovremmo insomma prepararci ad un rally simile a quello di fine 2017. Attenzione però. La Danial mette in guarda si una fase di debolezza che verosimilmente precederà il volo; e potrebbe essere proprio questa attuale.

Dobbiamo inoltre considerare che è vero che il Bitcoin sta perdendo terreno, ma, anzitutto, in maniera molto meno significativa rispetto alle altre altcoin; basti guardare le percentuali prima riportate. In seconda istanza, la creatura di Satoshi Nagamoto costituisce ad oggi il 57% dell’intero market cap di settore. Nonostante tutto, insomma, gli investitori non perdono interesse per la mamma delle crypto, mentre le altre stanno facendo ben più fatica.