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Prezzo Bitcoin: 14.000$ in Zimbawe

Nelle ultime ore sta facendo molto discutere il caso Bitcoin nello Zimbawe.

La (formalmente) repubblica sta attraversando un colpo di stato militare che ha fatto cadere il trentennale governo di Mugabe, colpevole, secondo il vicepresidente, di aver cercato di trasformare una carica elettiva in una dinastia familiare. A questa difficile situazione va aggiunto il fatto che lo Zimbawe non è si è mai del tutto ripreso dalla grave crisi finanziaria, passando dalla troppa liquidità del 2008/2009 all’odierna scarsità di banconote.

Gli imprenditori si sono così buttati sul Bitcoin, considerandolo  come un bene rifugio: la piattaforma Golix ha registrato un’impennata delle quotazioni Bitcoin a 13.900$, mentre nel resto del mondo era di circa 7.000$, in ripresa dopo il crollo del week-end. Il prezzo è stato quindi nettamente a premio rispetto al valore sul piano internazionale. Da qui discendono due evidenze: l’importanza che possono assumere le cryptocurrency per le economie in crisi (e, speriamo, emergenti), e l’estrema volatilità delle quotazioni data da norme valutarie differenti da Paese a Paese.

Quotazioni Bitcoin: analisi e previsioni

Se il golpe dovesse davvero instaurare un regime democratico dobbiamo aspettarci un ripiegamento delle quotazioni Bitcoin. Un governo capace di gestire l’economia, infatti, dovrebbe riportare liquidità, e quindi beni, all’interno dello Zimbawe, per cui il ricorso ai Bitcoin diventerebbe inutile. Tuttavia non va sottovalutato il pericolo, al contrario, di una dittatura militare, nonché i lunghi tempi necessari per il ripristino di una economia “normale”.

Sul breve e medio periodo quindi possiamo ragionevolmente pensare che il prezzo dei bitcoin si manterrà su cifre ben al di sopra della media internazionale. Tanto più che lo Zimbawe non ha neppure una sua valuta dal 2008/2009, quando l’iperinflazione fece sì che la Reserve Bank of Zimbawe cessasse le emissioni di banconote in favore dell’adozione di monete estere (soprattutto dollari americani). Bitcoin quindi rappresenta qualcosa in più, soprattutto a livello identitario, che un comodo mezzo di scambio.

Una domanda lecita è chiedersi cosa succederebbe se l’esperienza dello Zimbawe registrasse reazioni a catena; in questo caso pare legittima l’analisi di Ronnie Moas della Standpoint Research, secondo cui Bitcoin potrebbe raggiungere il livello di mercato dell’Apple in 5 anni, spingendosi a i 50.000$ nei prossimi 10 anni.