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Prezzo Ripple in crescita: conviene investire?

Ripple continua a crescere e stupire, ponendosi come degna antagonista di Bitcoin, che sta vivendo un momento stagnante a 13.000$, dal quale sembra non riuscire a venir fuori, e di Ethereum, che da inizio anno sta mettendo a segno record su record.

Il rally di Ripple che abbiamo visto a dicembre, nonostante qualche cattiva giornata per l’effetto domino dovuto ai ribassi generali, sta continuando a dominare la scena: la valuta che piace alle banche ha guadagnato il 25% in poche ore, tornando a superare oggi il prezzo di 2$.

La criptovaluta che piace alle banche si configura come un interessante investimento per il 2018: le previsioni sull’andamento di XRP marcano infatti ottime prospettive di guadagni. Considerato il prezzo al momento accessibile potrebbe essere un buon inizio per chi non ha dimestichezza con il mondo delle criptovalute e vuole cimentarsi nel trading senza troppi rischi.

Ma allora, conviene investire? La risposta è sì, ma con qualche accortezza. Anzitutto non va mai dimenticato il fatto che le valute digitali sono caratterizzate da grande volatilità. La stessa Ripple ha subìto non poche perdite nei giorni scorsi, oggi quasi del tutto recuperate. Per fa sì insomma che l’investimento sia fruttuoso occorre essere disposti ad attuare una strategia sul lungo termine.

L’accordo tra Ripple e Moneygram

La ragione principale di questo repentino recupero è l’annunciata partnership con Moneygram. La società di trasferimento denaro più famosa al mondo ha infatti dichiarato che utilizzerà gli XRP e il sistema xRapid, il metodo di pagamento usato per le operazioni in XRP, per rendere le transazioni più veloci ed economiche.

L’immediato vantaggio è stato reciproco: Moneygram ha subito guadagnato il 13% dal suo titolo in Borsa.

Gli sviluppatori di Ripple del resto garantiscono transazioni a buon fine nel tempo di 2 o 3 secondi. Questa quasi estemporaneità è una delle ragioni per cui Ripple, pur non essendo neppure vicina al prezzo Bitcoin, potrebbe però in futuro darle del filo da torcere; basti pensare che un trasferimento di BTC sfora i 50 minuti.

Insomma una colpo grosso per Ripple, che aveva perso oltre il 50% a causa dell’esclusione da Coinbase. Visti i presupposti, chissà se l’exchange tornerà sui suoi passi.