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Prezzo Ripple in ribasso: acquistare o vendere?

Perde quasi il 6% Ripple: in questo momento un XRP è scambiato a 1,26$. Dopo un inizio di gennaio rialzista, la criptovaluta ha iniziato una consistente correzione verso il basso. Se a primo sguardo un investitore può pensare ad una fuga, e a rivolgersi verso asset più sicuri, in realtà questo calo improvviso sembra fisiologico.

Dall’analisi delle statistiche degli scorsi anni, gennaio risulta essere stato il mese peggiore per le valute digitali. Non si tratterebbe quindi di un trend nuovo, ma anzi si sarebbe potuto prevedere. Secondo molti analisti dunque la riproposizione di questo movimento può essere letta in chiave positiva: bene agli acquisti ora che il prezzo si è dimezzato, ma un trading efficace richiede una strategia d’investimento a lungo termine.

In effetti la caduta riguarda quasi tutti i tokens, crollo che però può essere volto a proprio guadagno investendo nelle crypto che maggiormente ci interessano. Mantenendo un profilo di rischio basso ci si può, ad esempio, rivolgere a Cardano o Aidcoin, la moneta digitale no-profit made in Italy.

Ripple in particolare potrebbe ripartire in volata già entro marzo, e ancor di più quando saranno conclusi gli accordi con MoneyGram.

Bitcoin cede: minacce dalla Corea del Sud

La quotazione di Bitcoin, nel momento in cui scriviamo, è di 10.282$. Anche il prezzo di BTC cede diversi punti percentuali, insieme ad Ethereum e Litecoin. A detta di alcuni esperti questo periodo, che coincide con il capodanno asiatico, metterebbe K.O. l’intera finanzia mondiale per via del blocco dei capitali.

Le ragioni, in realtà, vengono sì dall’Oriente, ma attraverso un’altra strada. È di questi giorni la notizia di una nuova normale fiscale in Sud Corea. Lo Stato sta infatti regolamentando le modalità contributive degli operatori di criptovalute. Questi dovranno, in termini che devono ancora essere resi noti, dichiarare i dati degli utenti con le banche, così da mettersi in regola con il pagamento delle tasse.

Queste misure dovrebbero entrare in vigore entro fine mese, ed è chiaro come il governo miri ad una sorta di regolamentazione delle transazioni, limitando le possibilità di riciclare denaro. Il fine giustifica i mezzi? In questo modo l’assetto delle criptovalute perderebbe parte della sua caratteristica fondamentale, ossia l’anonimato.