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Ribasso Bitcoin e Ripple, resiste Ethereum

Giornata nera per le maggiori criptovalute, che perdono oltre il 10%. Bitcoin ha toccato il minimo di poco più di 14.000$; nel momento in cui si scrive viene scambiato a 15.158$, e appare difficile possa raggiungere i 16.000$ in tempi brevi. Si conferma insomma un inizio anno in ribasso per BTC. Prestazioni non migliori per Ripple: la criptovaluta delle banche ha perso addirittura il 14%, collocandosi a 2,35$. Ricordiamo che XRP aveva raggiunto il record di 3,31$ il 4 di gennaio, e le previsioni Ripple 2018 continuano ad essere piuttosto ottimiste.

Unica performance resiliente è quella di Ethereum, che ha contenuto il tonfo del -1%, rimanendo saldamente sopra i 1.000$, traguardo recente e che oggi  supera se stesso addirittura a quota 1.242$.

Dati molto importanti soprattutto alla luce di una più ampia visione del mercato. Ripple perde infatti il secondo posto nella classifica delle criptovalute con più alta capitalizzazione, scalzata proprio da Ethereum; la  geniale creazione di  Vitalik Buterin si assesta a 105 miliardi.

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Monete virtuali meno inflazionate, ma ultimamente in crescita, hanno risentito dell’effetto domino delle sorelle maggiori. Litecoin, “l’argento per l’oro bitcoin”, ha ceduto il 10% stagliandosi a 251$; oggi però si confermano già le previsioni LTC positive, che si staglia a 262$.

Le criptovalute sono una bolla?

Nonostante l’inizio del 2018 sembri un incubo rispetto al lungo rally che ha caratterizzato le criptovalute nel 2017, riteniamo sia ancora prematura parlare di una bolla che sta scoppiando.

Certo, alla luce di queste dure giornate gli investitori hanno chiuso i posizionamenti long, e questo, come ben si sa, genera un deprezzamento. Occorrerà comunque aspettare affinché si possa stabilire con un certo margine di sicurezza se questo periodo è da valutarsi come un sell off fisiologico, e dunque temporaneo, o come l’inizio di un trend ribassista che avevamo già tenuto in conto nelle nostre previsioni bitcoin 2018.

Di certo non giova né a Bitcoin né alle altre Altcoin, e neppure ai trader, la relativamente nuova morsa da parte delle autorità e delle istituzioni di vari Paesi. Cina e Corea del Sud stanno aumentando le ispezioni sulle transazioni in criptovalute; e proprio Seoul ha avviato ispezioni alle banche che consentono ad aziende e società di aprire conti correnti virtuali e fare quindi operazioni con le valute digitali.