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Seduzione ICO: un terzo degli investitori sceglie valute digitali

È stato recentemente fatto un sondaggio dal Dipartimento Finance Magnates Intelligence sul Forex Live; il campione preso in considerazione è stato di circa 700 trader, e i risultati sono davvero incoraggianti per chi intende puntare a queste nuove (ormai forse non più così nuove, ma certamente in continua evoluzione e miglioramento) tecnologie finanziarie.

Ciò che è emerso è che circa il 33% degli investitori retail ha già azzardato, o lo farà nel breve termine, sulle ICO (Initial Coin Offering), cioè i finanziamenti di imprese effettuati tramite criptovalute.

Insomma Bitcoin e Altcoin conquistano la fiducia dei trader, e con precisione quasi il 20% ha dichiarato che ha già investito, e con soddisfazione, nelle monete digitali. Il 23% (percentuale altissima!) non ha ancora investito ma ammette di essere attirato dalle opportunità di guadagno, pertanto intende rimediare. L’8,5% invece è più prudente e cerca qualche sicurezza in più: vuole insediarsi in questo mercato ma aspetta il modo e il tempo migliore.

Gli investitori retail appaiono quindi molto propensi alle ICO, come abbiamo visto tema scottante dell’ultimo periodo soprattutto dal punto di vista della regolamentazione. Ombre che generano sospetto sul 49% degli intervistati, i quali dichiarano di non aver fiducia nelle criptovalute.

Un’ICO non è altro che un modo alternativo di finanziamento: per semplificare, un’impresa lancia un progetto ed emette dei token scambiati con gli investitori che daranno in cambio valute digitali. Il più delle volte le valute utilizzate sono il Bitcoin, pioniere delle cryptocurrency e quindi depositario di un alto grado di fiducia, o Ether, che negli ultimi anni ha visto un’incredibile ascesa. Si tratta quindi di una sorta di crowdfunding da parte delle imprese, le  cui transazioni vengono però compiute con monete virtuali; ciò comporta l’assenza di normative per le operazioni, essendo le criptovalute decentralizzate. In assenza di controllo va da sé che i rischi possono essere alti, ma val la pena ricordare che le piattaforme blockchain sono al 90% sicure da forme di hacking.

La domanda per le  criptovalute sta tuttavia continuando a salire, nonostante l’elevata volatilità e la quantità limitata di valute digitali immessa sul mercato: è evidente che investitori più avvezzi ai rischi controbilanciano l’azzardo con la seduzione della speculazione.