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Trading in Bitcoin: approdo a Wall Street

L’idea di fare avvicinare la finanza tradizionale alle ormai non più neonate criptovalute sembra accarezzare Goldman Sachs. Di contro non mancano le perplessità, come era già successo con i futures Bitcoin alle borse di Chicago, ma l’interesse del colosso degli affari segna senza dubbio che il vento sta cambiando.

La maggior parte di grandi istituti di credito ha sempre cercato di stare lontano dalle monete virtuali. Negli ultimi due anni, tuttavia, un numero crescente di hedge fund e altri grandi investitori in tutto il mondo hanno espresso interesse per le valute virtuali.

Nello specifico, Goldman Sachs ha fatto suo questo interesse e lancerà un trading desk sui Bitcoin tramite auto-finanziamento. Saranno infatti i fondi dello stesso colosso della finanza ad essere impiegati per immettere sul mercato contratti di investimento legati al prezzo dei token BTC.

In breve, si potrà fare trading in Bitcoin tramite Goldman Sachs, fatto che potrebbe segnare un passo importante per l’affermazione delle criptovalute e la loro accettazione da parte delle banche.

Futures Bitcoin a Wall Street: le caratteristiche.

In un primo momento Goldman Sachs non darà il via alla compravendita di token “reali”, bensì strumenti derivati. Condizione necessaria per quest’ulteriore apertura è l’approvazione normativa da parte dalla Federal Reserve e delle autorità di New York.

Rana Yared, uno dei dirigenti di Goldman che supervisiona la creazione dell’operazione commerciale, ha a questo proposito dichiarato che l’idea è nata da un’affermazione frequente tra i suoi clienti. “Voglio tenere i bitcoin o i futures Bitcoin perché penso che sia un deposito alternativo di valore“, dicono in molti. Non quindi assimilabile ad una valuta fiat né necessariamente mezzo di speculazione, ma un bene prezioso su cui la banca sembra aver fiutato odor d’affari.

Nelle prossime settimane Goldman inizierà a utilizzare i propri soldi per negoziare contratti futures su Bitcoin per conto dei clienti. Creerà anche la propria versione, più flessibile, di un future, noto come forward non deliverable (ossia non cedibile).

Questo tipo di investimento sarà disponibile solo per gli investitori istituzionali e posto insieme alle valute estere; i movimenti dei Bitcoin sembrano  in effetti molto simili a quelli dei mercati emergenti.