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Venezuela: arriva Petro, la criptovaluta di Stato

Due giorni fa è stata lanciata Petro, la criptovaluta dello Stato Venezuelano. Il Presidente Nicolás Maduro ha spiegato che sono stati coniati 100 milioni di Petro, per un valore di circa 6 miliardi di dollari. La garanzia di tale valore starebbe nella disponibilità di un barile di petrolio per ogni Petro. La crypto potrà essere usata, acquistata e venduta esattamente come le altre valute digitali.

Al momento il Petro ha destato molto interesse; durante il primo giorno della sua immissione ne sono stati venduti un numero pari a 735 milioni di dollari, come ha comunicato Maduro.

Già a dicembre c’era stata la comunicazione ufficiale di una criptovaluta venezuelana, e il progetto è oggi realtà. Lo scopo, dichiarato apertamente, è quello di “superare la speculazione delle valute internazionali che influenzano la vita dei venezuelani. Il Petro riafferma la nostra sovranità economica“, ha twittato lo stesso Presidente.

Il Venezuela si trova infatti in un periodo di fortissima crisi economica. Aumento di povertà, inflazione del Bolivar al 13.000%, sanzioni degli USA e perfino carenza di beni di prima necessità hanno messo il Paese in ginocchio. Maduro afferma comunque che il Petro non sostituirà il Bolivar, la valuta nazionale, ma servirà per raccogliere velocemente denaro e risollevare l’economia.

I dubbi sul Petro

Da più parti però vengono sollevate questioni cruciali tanto sulla liceità del Petro quanto sulle sue garanzie. Come accennato, Maduro ha posto petrolio, benzina, diamanti e oro come copertura dei token emessi. Tuttavia le estrazioni petrolifere durante il 2017 sono scese del 29% circa, e un campanello d’allarme viene dal giornale britannico Guardian. Qui un esperto di criptovalute ha spiegato che il petrolio su cui poggia il valore del Petro non è stato estratto, e anche quando lo sarà non potrà essere considerato totale proprietà del Venezuela. Il giacimento, che si trova nel bacino del fiume Orinoco, è gestito da una joint venture di cui il governo venezuelano controlla solo il 60%.

Infine, il Petro desta problemi anche nelle dinamiche economiche internazionali. Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha infatti dichiarato che investire in Petro è una violazione delle sanzioni imposte al Venezuela, che prevedono tra gli altri punti anche il divieto di intrattenere relazioni commerciali con Maduro.