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Arriva Whoppercoin, la criptomoneta per i fast food

Facciamo subito ammenda: ieri abbiamo sottolineato che con le criptomonete non ci si può pagare una pizza. Ebbene, forse una pizza no ma un doppio cheeseburger con patatine fritte sì.

In Russa infatti la nota catena di fast food Burger King sta inserendo tra i suoi pagamenti la Whoopercoin, una nuova criptomoneta.

In effetti la storia della Russia con le digital money è stata piuttosto travagliata. Qualche anno fa il Ministro dello Sviluppo Economico aveva addirittura proposto 4 anni di prigione per gli utilizzatori di Bitcoin. Recentemente però il governo deve aver cambiato prospettiva, complici forse la Banca Centrale e il Presidente Putin, favorevoli ai pagamenti in criptovalute nel caso in cui vengano adeguatamente controllati.

Whoppercoin: come funziona

Il processo dovrebbe essere questo: chi compra un pasto o una bibita da Burger King riceve un Whoppercoin per ogni rublo speso (circa 0,01€), che viene caritcato su un borsellino virtuale consultabile tramite app su smartphone.

Un token, cioè l’equivalente di un dollaro americano, corrisponde a 59 rubli. Per poter spendere il piccolo tesoretto accumulato nel portafogli digitale occorre però accumulare 1700 Whooppercoin, che danno diritto ad un panino gratis.

Emin Gun Sirer, professore alla Cornell University, elogia l’innovazione di questo progetto, un nuovo modo per fidelizzare i clienti sostituendo alla classica tessera per la raccolta punti un nuovo contenuto tecnologico che, fino ad ora, non aveva trovato spendibilità nei contesti quotidiani.

Le differenze con Bitcoin

Rispetto a Bitcoin e alle altre criptovalute, Whoopercoin può essere spesa solo da Burger King. Ciò determina una maggiore sicurezza perché non può essere usata per transazioni illecite, e nel caso in cui un fast food sospettasse di un abuso ha pieno diritto di bloccare il sistema. Vengono quindi aggirate volatilità e la pressoché totale impossibilità di tracciare il Bitcoin.

Le transazioni sono affidate al network Ethereum, concorrente di Bitcoin, che usa una blockchain basata su un database distribuito. I dati quindi non sono registrati su un’unica macchina ma su più computer collegati a costituire una rete. Ciò rende impossibili interventi e modifiche sulle transazioni di denaro, rendendo il processo di pagamento più trasparente e sicuro.