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Eni, utili trimestrali superiori alle attese

Eni ha chiuso il terzo trimestre del 2018 con utili da record ben oltre le attese del mercato. Il gruppo ha infatti diffuso la notizia di un utile netto adjusted di 1,39 miliardi di euro (a fronte di 230 milioni del periodo corrispondente del 2017. Il totale di questi primi nove mesi dell’anno è di 3,13 miliardi, oltre il doppio rispetto allo scorso anno.

Come spiegare questo netto balzo in avanti?

Anzitutto lo scenario internazionale è un fattore da non sottovalutare. Nel periodo che abbiamo preso in esame il prezzo del petrolio ha avuto un costo medio di circa 75$ al barile, e le prospettive sia a breve che lungo termine parlano di un aumento di domanda.

L’altro fattore è invece interno alla società guidata dal CEO Claudio Descalzi . Il 2017 è stato un anno in effetti molto negativo; da un lato per i prezzi delle materie prime, ma dall’altro anche per gli ingenti esborsi che il gruppo ha dovuto sostenere. Ricordiamo infatti che Eni ha dovuto iniziare grandi opere per riattivare impianti e migliorare l’efficienza dei giacimenti.

Aumento utili Eni: la reazione del titolo in Borsa

I numeri che abbiamo snocciolato sembrano aver pienamente soddisfatto Descalzi; l’AD ha dichiarato che “Tutti i business hanno operato bene, con un upstream che mette in luce la sua piena capacità di monetizzare scenari favorevoli dei prezzi degli idrocarburi e soprattutto di incrementare il valore anche a scenari costanti. I business mid-downstream dimostrano di aver acquisito un livello di sostenibilità in uno scenario per loro complessivamente non favorevole”.

Il cane a sei zampe ha superato oggi i 15€ ad azione; in generale il titolo è stato molto positivo negli ultimi mesi, nonostante una certa volatilità.

Dai numeri sembra che investire in azioni Eni possa in effetti essere una buona occasione di guadagno e diversificazione del rischio. Del resto il gruppo ha un’anima internazionale: è presente in 66 nazioni e ha oltre 33mila dipendenti, e gran parte della sua operatività avviene proprio all’estero.

Altro punto a favore è la quasi totale autonomia nella filiera energetica: dalla produzione alla distribuzione, è quasi tutto in mano di ENI. Citiamo infine i costanti investimento in ricerca e sviluppo, che dati gli utili e le performance borsistiche hanno dato i loro frutti.