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Criptovaluta Venezuela: la proposta di Maduro

Momento caldo per Bitcoin, che dopo aver superato la soglia dei 10.000$ attualmente viaggia a 11.835$; la sua capitalizzazione di mercato ha superato i 190 miliardi di dollari. Un segnale importante sul potenziale delle criptovalute, che potrebbe aprire nuovi spiragli. Ricordiamo il lancio dei future di BTC previsti per il 18 dicembre, ma in questi giorni c’è dell’altro.

Una vera rivoluzione arriva infatti dal Venezuela, che sta attraversando un periodo particolarmente difficile. La stringente crisi economica ha portato ad una pressoché totale svalutazione della moneta locale, il Bolivar, che oggi ha un tasso di cambio pari a 0,085€. Il Venezuela ha infatti un debito 140 miliardi di dollari con i creditori stranieri, cui si aggiungono le sanzioni dagli USA e dall’UE.

Il Presidente Nicola Maduro ha reagito con una dichiarazione shock riguardo la nascita di una valuta digitale nazionale, il Petro. In questo modo il Venezuela riprenderà in mano “una piena sovranità monetaria e di aggirare le restrizioni dovute alle sanzioni economiche”.

Criptovalute di Stato: un traguardo possibile?

Abbiamo già esaminato come la dicotomia criptovaluta-sovranità monetaria si un nodo non ancora del tutto sciolto, anzi ancora ben saldo per molti Governi.

Nel caso specifico del Venezuala, Maduro aveva già da tempo espresso curiosità e fiducia nelle cryptocurrency, ma occorre considerare che i maggiori creditori dello Stato sono la Russia e la Cina, che già da settembre ha dato uno stop alle ICO e che quasi certamente non accetterà pagamenti virtuali.

Certo, pensare ad una moneta virtuale di Stato significa affrontare due problemi: il primo è la regolamentazione, affinché possibilità di abusi e truffe dovuti al decentramento non si verifichino sulle spalle del bilancio pubblico e dei risparmiatori, ma in secondo luogo si deve far fronte anche alla volatilità.

Rimarrebbe infine da pianificare, e non è roba da poco, il modo con cui le criptovalute potrebbero sbarcare dal piano finanziario a quello della “economia domestica“, cioè delle spese ordinarie di prima necessità. Insomma, come fare la spesa con il Petro?

Dalla sua il Venezuela ha però il basso costo dell’energia elettrica, che potrebbe portarla, come voleva poco tempo fa Maduro, ad essere il più grande centro mondiale per il mining di Bitcoin.