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Elezioni di medio termine negli USA: come reagiranno i mercati?

Giornata cruciale non solo per la politica statunitense ma anche per l’economia internazionale: sono infatti ancora in atto le elezioni di medio termine i cui risultati tengono con il fiato sospeso i principali stock.

Gli esperti paventano un Congresso equamente diviso: Senato a maggioranza repubblicana e Camera dei rappresentati democratica. Ciò significherebbe uno scenario ancora rialzista per i mercati.

Un Congresso diviso, infatti, viene considerato lo scenario migliore per gli azionisti, dal momento che ogni iniziativa legislativa verrebbe ostacolata. La storia, del resto, dà ragione a questa teoria. Secondo i dati di Bank of America, il rendimento migliore dell’indice S&P 500, ossia il 12%, si è avuto sotto un Presidente repubblicano con un Congresso diviso.

Non è però tutto oro quel che luccica. Se davvero la Camera avesse una maggioranza di democratici, questi potrebbero bloccare alcune iniziative chiave soprattutto alla luce delle politiche di Trump in materia di legislazione fiscale. Al contempo però sarebbe pressoché impossibile tornare indietro o puntare all’impeachment del Presidente.

E non si trascuri la riunione della FED, prevista per mercoledì, quando cioè i risultati delle elezioni saranno praticamente certi. I tassi di interesse non dovrebbero subire aumenti adesso, ma è probabile che ciò si verifichi a dicembre.

Midterm election: il parere degli analisti

Art Cashin, direttore delle operazioni di floor di UBS, ha dichiarato che in tutti i casi uno scenario di questo tipo potrebbe non causare un rally; rimarrebbe comunque, certamente, uno stallo vantaggioso.

Ma gli analisti non concordano su questa visione. Steve Massocca, amministratore delegato di Wedbush Securities, ha detto che potrebbero esserci delle ricadute negative da parte di un Congresso diviso. “In che misura sono in grado di interrompere l’agenda di Trump peserà sulle menti delle persone”, ha affermato. Massocca sostiene infatti che l’attuale presidenza sia positiva per i mercati, soprattutto per la deregolamentazione; che, in soldoni, significa meno tasse.

E se il Congresso non fosse così nettamente diviso? Scatterebbe l’allarme volatilità, secondo agenzie del calibro di Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup.

Lo scenario peggiore (ma anche quello ritenuto meno probabile) sarebbe comunque quello di uno sweep democratico, che secondo Massocca costituirebbe un disastro per l’economia del Paese.