Edizione di giovedì 24 maggio 2018 | Home - Redazione - Note legali - Disclaimer - Cookie Policy e Privacy Policy - Contatti - Pubblicità su tradinglabs.it

Finanziamenti al gioco d’azzardo: Bce e Novomatic sotto accusa

Patrizia Toia, capodelegazione del PD al Parlamento Europeo, ha presentato un’interrogazione alla Banca Centrale Europea per ottenere  chiarimenti sui finanziamenti a Novomatic di Johann Graf.

La multinazionale, con sede in Austria, si occupa di gambling e gioco d’azzardo; ha sede in 45 paesi e gestisce numerosi casinò, ai quali si somma la vendita di slot machine, videopoker e supporti tecnologici per ogni tipo di gioco.

Nell’interrogazione presentata da Toia, emerge un finanziamento di 125 milioni di euro che è stato erogato dalla Bce nel dicembre 2016. Si chiede non solo una spiegazione, ma una riflessione “sulla sua adeguatezza alla luce delle risoluzioni con cui gli eurodeputati chiedono con forza alle istituzioni comunitarie di contrastare il gioco d’azzardo”.

La Bce,  tramite la Banca d’Italia e la Banca di Finlandia, ha acquistato nello specifico obbligazioni con l’etichetta del Quantitative Easing, ovvero la facilitazione quantitativa; si tratta di un procedimento con cui la banca interviene sul sistema finanziario ed economico per aumentare la moneta in circolazione e dunque favorire investimenti e occupazione. Ciò consente per un verso di tenere bassi i rendimenti derivati dai titolo di Stato italiani, ma al contempo finanzia il gioco d’azzardo.

Occorre aggiungere che una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’UE ha stabilito la libertà dei singoli paesi nel contrastare i giochi d’azzardo; inoltre, tutti gli Stati dell’Unione Europea sono impegnati nella lotta contro il gioco d’azzardo, che sfocia spesso in vera e propria dipendenza patologica con gravi conseguenze individuali e sociali. Acquisto di obbligazioni che appare quindi inopportuno alla luce sia delle politiche di sensibilizzazione ai pericoli connessi al gioco d’azzardo, sia della critica situazione economica di molti stati dell’UE.

Un finanziamento così consistente potrebbe infine continuare a far crescere la già ingombrante presenza internazionale della Novomatic, determinando un monopolio a tutto svantaggio della concorrenza e del mercato, che cesserebbe così di essere competitivo. Qualcosa, insomma, di simile a ciò che abbiamo visto ieri in merito alla fusione Luxottica-Essilor.

L’europarlamentare ribadisce la legittimità del QE, ma, si legge nell’interrogazione “ci sarebbero molte altre aziende, dal settore manifatturiero a quello dei servizi, che potrebbero ricevere un supporto importante come quello della Bce e impiegarlo nell’economia reale”.