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Economia Grecia: termina l’assistenza finanziaria dell’UE

Tra le ipotesi sui nuovi scenari in arrivo per la Brexit e la guerra commerciale Cina-USA, senza dimenticare le dinamiche calde della Turchia, dobbiamo spostarci oggi in Grecia. Purtroppo non per vacanza.

La Grecia ha infatti concluso oggi il suo terzo salvataggio finanziario. La commissione europea ha espresso le sue congratulazioni ad Atene, con la raccomandazione di attenersi a politiche responsabile.

Il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha dichiarato alla CNBC che “Oggi festeggiamo la fine di un viaggio molto lungo e difficile e vorrei elogiare il popolo greco per la sua perseveranza e intraprendenza”.

Dombrovskis ha proseguito aggiungendo una speranza concreta per il futuro: “Ciò che conta ora è costruire su questo risultato attenendosi a solide politiche fiscali ed economiche. Questo è il modo per rafforzare la fiducia nell’economia greca, raccogliere i frutti delle riforme, sostenere la creazione di posti di lavoro e attirare più investimenti”.

Dal 2010 ad oggi il Paese ha ricevuto una serie di aiuti complessivi per 288,7 miliardi; 256,6 dall’Unione Europea e 32,1 dal Fondo Monetario Internazionale.

Debito pubblico greco alle stelle: come si muoveranno i mercati?

Se è finita la dipendenza dai sovvenzionamenti straordinari europei, non possiamo dire lo stesso del programma di austerità. Men che meno del debito pubblico, che corrisponde ad oltre il 180% del PIL. O, per lo meno, occorrerà qualche tempo per vedere come si muoverà lo spread. Solo così potremo capire come reagiranno i mercati sui titoli di stato decennali.

Chi è ottimista è Rolf Strauch, capo economista europeo presso il Meccanismo europeo di stabilità (ESM), il quale sostiene che la direzione intrapresa dall’UE con e per la Grecia è quella corretta. Solo dobbiamo aspettare per vederne i benefici. Visione meno rosea è invece quella del FMI, che ha espresso perplessità in merito ad un rimborso del debito sul lungo termine.

Ruolo rilevante avranno il governo e le autorità greche nel convincere i mercati, ma anche su questo fronte c’è qualche incertezza; il prossimo anno ci saranno infatti le elezioni, e l’attuale Syriza al potere sembra stia soccombendo, nei sondaggi, alla rivale New Democracy. Il tutto potrebbe risolversi con ulteriori misure populiste che non farebbero che aumentare il già pesante debito pubblico.