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Guerra commerciale e mercati emergenti: cosa succederà?

Gli stravolgimenti dello scenario economico internazionale, come sempre e da sempre, finiscono per acuire lo sbilanciamento tra i Paesi. Caso emblematico quello della Brexit, ancora ricco di incertezze ed interrogativi, ma da qualche mese a rubare la scena alla Gran Bretagna è la guerra commerciale dei dazi tra USA e Cina; come abbiamo visto, le tensioni potrebbero avere buoni risvolti per il made in Italy, ma quale è la contropartita?

L’esito negativo, come si può facilmente intuire, riguarda le economie più deboli. Si pensi che il fondo IShares MSCI Emerging Markets, che replica le azioni dei mercati emergenti, è sceso dell’8% nei primi sei mesi dell’anno. Ad oggi è in calo di oltre il 7%. In questo fondo rientrano azioni brasiliane, turche, argentine, insomma tutta quella parte di Paesi già in dissestate condizioni finanziarie e che vede ulteriormente aggravarsi la situazione.

Jon Harrison, direttore della strategia macro di TS Lombard, ha dichiarato che “Ciò si sta verificando anche in un contesto di politica monetaria più serrata in quanto le banche centrali aumentano i tassi“. In effetti, la Federal Reserve statunitense ha già aumentato i tassi due volte quest’anno e prevede di salire altre due volte prima della fine dell’anno.

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Questi Paesi emergenti hanno sì aumentato le esportazioni, ma sempre in un contesto di crescita globale. Semplificando, una crescita di 1 quando i giganti crescono di 2.

Economia mercati emergenti: possibile inversione di tendenza

L’apparente crescita dovuta ad una più intensa attività di export ha fatto sì che molti investitori puntassero i loro risparmi in quelle economie, rimanendo delusi. Non solo per le prestazioni degli indici azionari, ma anche dal punto di vista del trading sui cross valutari. Il dollaro è infatti in forte crescita dopo un 2017 negativo, indebolendo le valute dei Paesi emergenti.

Tuttavia secondo McDonald di ACG Analytics potrebbero ancora esserci favorevoli opportunità di acquisto in questi mercati. Gli Stati Uniti hanno annunciato martedì una lista di 200 miliardi di dollari di beni cinesi destinati ai dazi, notizia che ha fatto crollare del 2% i mercati emergenti.

Però sul lungo periodo la situazione potrebbe ostacolare la capacità della FED di rialzare i tassi, dando chance alle economie emergenti per una nuova risalita.