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Ue indaga su fusione Luxottica-Essilor

Nella giornata di oggi la Commissione Europea ha dichiarato di aver avviato un’indagine in merito alla fusione tra il gruppo italiano Luxottica e quello francese Essilor, la Fase II della procedura antitrust.

La commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ha dichiarato che “La metà degli europei porta gli occhiali e quasi tutti hanno bisogno prima o poi di lenti correttive”, e si teme quindi che “la concentrazione possa ridurre la concorrenza sul mercato delle lenti ottiche”. Si rende insomma necessario un controllo approfondito affinché la fusione non dia origine ad un aumento dei prezzi o nella riduzione della scelta per gli ottici, coneguenze che verrebbero automaticamente ad investire anche i consumatori.

La principale criticità sollevata è che Luxottica possa far leva sui brand che detiene per far pressione sugli ottici affinché scelgano le lenti di Essilor; ciò significherebbe sbarrare la strada ad altri produttori di lenti, con il grosso pericolo che vengano esclusi dal mercato. L’UE intende insomma assicurare i diritti della concorrenza e troncare sul nascere il concreto rischio di un monopolio Luxottica-Essilor. Bruxelles ha tempo fino al 12 febbraio 2018 per prendere una decisione definitiva.

In una nota congiunta le due società si mostrano fiduciose, sull’esito né troppo spiazzate dall’indagine dell’Unione Europea, “come prevedibile date le dimensioni delle parti coinvolte”. In effetti la fusione tra il colosso delle montature e quello delle lenti porterebbe ad un giro d’affari complessivo di oltre 16 miliardi di euro, con una capitalizzazione di Borsa di 50 miliardi di euro.

L’operazione era stata notificata lo scorso 22 agosto, e presentata come un’integrazione verticale tra attività complementari. Le società hanno dichiarato massima disponibilità: “collaboreranno con la Commissione Europea per dimostrare le ragioni del progetto di integrazione” si legge nella nota, “e i benefici che lo stesso porterà a tutti i clienti, ai consumatori e all’intero settore”. Rimane però la fermezza di entrambe sui termini dell’accordo, che non sarà soggetto a modifiche e, auspicano, verrà definitivamente concluso entro la fine dell’anno con il benestare dell’UE.

Ottimismo giustificato dalle approvazioni che la fusione ha già ottenuto in Russia, India, Colombia, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Sudafrica e Corea del Sud.