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Unione Europea, probabile rifinanziamento a lungo termine?

In Europa il vento che tira lascia la finanza in forte instabilità. Non solo per il caso dell’uscente Regno Unito (trovi qui un’analisi sulle ultime notizie Brexit), ma anche chi rimane sembra vivere non poche novità. In particolare Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia e membro del Consiglio direttivo della banca centrale europea, ha dichiarato che potrebbero partire nuovi TLTRO. Si tratta di Targeted Longer-Term Refinancing Operations, ossia quei finanziamento a tassi agevolati che la BCE “elargisce” alle banche nazionali.

Sembrerebbe questa una necessità anche per gli esperti del settore. Antonio Cesarano, Chief global Strategist di Intermonte Sim, ha divulgato in una nota che “gli operatori stanno reagendo ai dati PMI negativi di questa mattina aumentando le probabilità attribuite ad una nuova TLTRO, e a testimonianza di questo vi è il recentemente deprezzamento dell’euro e il simultaneo rafforzamento del BTp a 2 anni”.

Certo, le dichiarazioni ufficiali sono ancora incerte; il capoeconomista della Bce Peter Praet, ha infatti detto che i tempi sono prematuri per confermare una nuova ondata di prestiti pluriennali alle banche. Nel prossimo incontro dei vertici, previsto per dicembre, è insomma improbabile si ponga all’ordine del giorno la questione dei TLTRO.

Economia Europa: cosa succederà con le banche italiane?

A monte di tutto, ricordiamo, c’è la prossima scadenza dei primi prestiti della BCE, di cui gli istituti italiani sono stati i maggiori beneficiari. La prima tranche del “piano di ammortamento” prevede un ritorno entro giugno 2020. C’è però da dire che già un anno prima, ossia dal prossimo giugno 2019, gli istituti italiani non potranno includere più del 50% di questi fondi nel “net stable funding ratio“. Si tratta di un indicatore che misura la liquidità bancaria, che per non essere in pericolo dovrà poter contare sull’emissione di nuove obbligazioni.

Il problema è che date le condizioni dei mercati, è probabile che i tassi di interesse salgano, cosa affatto positiva per il mercato dei bond.

Ciò significa allontanare i propri capitali dall’Italia per salvaguardarli? No, anche perché l’indicatore non è ancora obbligatorio. Occorre comunque tenere presente che, al momento, la situazione finanziaria. europea in generale, e italiana in particolare, potrebbero essere sotto il segno di un’altissima volatilità.