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Web Tax: l’UE frena i colossi del web

Web Tax: l'UE frena i colossi del web
Web Tax: l'UE frena i colossi del web

Venerdì 15 e sabato 16 settembre, durante l’Ecofin di Tallinn, si discuterà di una controversa proposta firmata da Italia, Germania, Spagna e Francia. Si tratta della richiesta di istituire una web tax, ossia una tassa virtuale, come il nome lascia chiaramente intendere, al fine di fiscalizzare correttamente i giganti della digital economy.

Colossi come Google, Amazon, Airbnb, persino il social network Facebook, infatti, non pagherebbero adeguate tasse proporzionate all’incredibile giro d’affari che negli ultimi anni sono riusciti a muovere. Queste e altre grosse multinazionali producono redditi in moltissimi paesi grazie agli incredibili volumi di vendita di beni e servizi, ma le tasse vengono erogate ad un solo Paese: in pratica contributo fiscale minimo se paragonato agli introiti.

La proposta e le sue possibili conseguenze

L’obiettivo è quello di superare il concetto di residenza fiscale: caratteristica della new economy è infatti quella di avere pochissima consistenza fisica, e occorre quindi andare al di là dell’idea di stabilimento permanente. La proposta, firmata dai ministri dell’Economia dei quattro Stati, richiede un’aliquota minima del 5% sui fatturati originati nell’Unione Europea. Si cercherà quindi di tassare le attività virtuali in ogni Paese in cui generano redditi.

Si legge nel comunicato “non dobbiamo più permettere che queste imprese facciano affari in Europa pagando il minimo di tasse. È in gioco l’efficienza economica, l’equità fiscale e la sovranità”. Come sottolineato dal nostro ministro Pier Carlo Padoan, l’attuale situazione esige il rispetto dei “principi di equità fiscale e la sostenibilità del modello economico e sociale del Continente”

Ma qual è la posizione degli altri Paesi? Stati come Cipro, Malta, Olanda e Lussemburgo potrebbero ostacolare la messa in atto della web tax, dal momento che, grazie al loro sistema di contribuzione, fino a questo momento hanno ottenuto vantaggi dal sistema corrente. Altro veto potrebbe arrivare dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, da sempre sostenitore delle multinazionali americane all’estero.

Una stretta fiscale, quella di Bruxelles, che darà molto da parlare a Tallinn, tra sostenitori e oppositori; certo è che se la web tax dovesse essere concretizzata, per Spagna, Italia, Francia e Germania si tratterebbe di ottenere cospicue nuove entrate.