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Banche Italiane: presto gli stress test per verificare lo stato di salute

Il comparto bancario europeo è sotto del 23% rispetto al 2017, e in Italia la situazione è ancora peggiore. L’indice FTSE Italia ha perso il 22% da gennaio, e il 34% dal picco positivo registrato lo scorso aprile.

Il prossimo venerdì 9 novembre i nostri istituti bancari verranno controllati tramite gli stress test, e verosimilmente ciò avverrà in concomitanza alla valutazione dei regolatori europei in merito alle banche UE.

Mina vagante per il settore sono le preoccupazioni europee sulla politica italiana, in particolare sul chiacchierato (e respito) DEF. Le ipotesi di un aumento della spesa pubblica potrebbero infatti essere fatale per la stabilità economica del Paese, visto il già enorme debito.

Gli istituti di credito italiani detengono il 20% del totale di questo debito; l’aumento percentuali dei tassi obbligazionari ha quindi fatto scoccare la scintilla della crisi bancaria. Ricordiamo infatti che alti rendimenti dei titoli di stato corrispondono a un sentimento negativo da parte degli investitori, che percepiscono rischioso puntare sul Bel Paese.

Ricardo Garcia, capo economista della zona euro di UBS ha dichiarato che “le banche sono già sotto pressione a causa delle perdite sulle loro partecipazioni italiane di BTP. Se si aggiungono potenziali problemi nei test di stress delle banche della BCE, le banche sarebbero sotto pressione da due parti”

Stress test, quali sono le banche coinvolte?

I test avranno come oggetto 48 banche europee, di cui 4 italiane: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM e Unione di Banche Italiane.

Secondo Fabio Trussardi, analista bancario di UBS Global Wealth Management, i risultati degli stress test potrebbero essere positivi per gli istituti italiani. Tuttavia non vanno trascurate le previsioni macroeconomiche, che ci si aspetta possano peggiorare durante il prossimo anno.

E non si sottovaluti che i rendimenti obbligazionari, già alti, potrebbero aumentare già da dicembre. La BCE infatti dovrebbe terminare la politica di Quantitative Easing proprio tra circa un mese. Senza la Banca Centrale Europea ad acquistare i titoli di stato, i tassi potrebbero ancora aumentare, e questa volta coinvolgendo anche gli altri membri UE.

In tutti i casi gli stress test potrebbero essere determinanti nel maturare previsioni sulle performance bancarie del 2019, soprattutto perché lo scenario di fondo, come abbiamo mostrato, sembra essere piuttosto aspro.