Edizione di giovedì 13 Dic 2018 | Home - Redazione - Note legali - Disclaimer - Cookie Policy e Privacy Policy - Contatti - Pubblicità su tradinglabs.it

Debito pubblico Italia al 2,4%: cosa comporta l’aumento?

Dopo settimane di fuoco, il Governo italiano è giunto ad un accordo. Ieri sera i due partiti di maggioranza, il Movimento Cinque Stelle e la Lega, hanno concordato un obiettivo di deficit del 2,4% per il 2019. Dura l’opposizione, non solo degli altri partiti ma anche interna allo stesso esecutivo; sono state infatti paventate le dimissioni del Ministro delle Finanze Giovanni Tria, prontamente ritirate su richiesta del Colle.

Questo 2,4% è tre volte superiore alla percentuale prevista dal precedente Governo, e di certo l’Europa non guarda a questi numeri con approvazione. La maggiore spesa pubblica potrebbe scatenare reazioni negative sui mercati: il Bel Paese detiene il secondo ammontare del debito più alto nella zona euro, pari a 2,3 trilioni di euro.

Carsten Hesse, economista europeo di Berenberg, ha dichiarato alla CNBC che “Non siamo preoccupati per una crisi finanziaria a breve termine in Italia, ma siamo preoccupati che l’Italia possa affrontare una grave crisi del debito quando raggiungeremo la prossima recessione forse nel 2021, 2022″.

Dobbiamo sottolineare che la soglia “imposta” dall’UE in merito al deficit è del 3%; un 2,4% sta ben al di sotto, ma rimane comunque più dell’attuale debito. Considerate le direttive da Bruxelles circa un assottigliamento della cifra, l’aumento attuale potrebbe causare non pochi problemi.

Deficit Italia, come reagiranno i mercati?

Mohammed Kazmi, gestore di portafoglio presso la banca privata UBP, sostiene che “Mentre il valore del disavanzo nominale potrebbe essere sufficiente per i mercati nel breve periodo, l’attenzione si concentrerà rapidamente sui dettagli del budget per vedere se l’obiettivo del disavanzo è realizzabile”.

Insomma, aumentare le spese per mantenere le promesse delle campagne elettorali senza dubbio consolida lo status della maggioranza, ma solo a breve termine. A lungo termine questi compromessi potrebbero creare non pochi problemi all’economia italiana.

Non si trascuri la reazione dei mercati agli scenari prettamente politici. I sondaggi danno la Lega di Matteo Salvini nettamente in ascesa, ed elezioni anticipate,  come non pochi paventano, potrebbero mescolare nuovamente il mazzo. Con buona pace dello spread, che nella giornata di oggi ha raggiunto i 280 punti.

Attualmente, il rendimento del titolo di Stato italiano a 10 anni è salito al di sopra del 3%. Gli indici azionari segnano rosso, soprattutto il comparto bancario.