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Stipendio minimo Italia 2019: proposta M5S

Stipendio minimo Italia 2019: proposta M5S

Il M5S torna a toccare nel vivo i problemi sociali di sussistenza, e lo fa allargando lo sguardo sullo stipendio minimo. Di salario minimo garantito se ne parla da decenni, ma ad oggi è solo, purtroppo, principio costituzionale; la nostra carta dice infatti che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Siamo tuttavia molto lontano da questo obiettivo.

Ad avvicinarsi al traguardo, o per lo meno ad una proposta politica, ci pensa ancora una volta il M5s. Dopo il reddito di cittadinanza è stata annunciata una legge che verrà presentata in Parlamento. Il leader Luigi di Maio ha twittato che “il salario minimo è una misura che esiste in quasi tutta Europa”. In Germania, ad esempio, è di 9,19€ lordi l’ora, ma entro il 2020 salirà a 9,35€.

E ha aggiunto che “una legge che restituisca dignità al lavoratore […] è inaccettabile che nel 2019 ci siano ancora migliaia di giovani costretti ad accettare una paga di 3 o 4 euro l’ora”. Nella relazione illustrativa firmata dalla Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Nunzia Catalfo, si legge che la soglia minima non dovrà essere inferiore a 9,00€ lordi, comprensivi degli oneri contributivi e previdenziali.

Non sono tuttavia mancate le polemiche da parte dell’opposizione, nonostante quella del salario minimo garantito sia una storica battaglia di sinistra.

Salario minimo garantito: si farà?

Debora Serracchiani, capogruppo del PD nella Commissione Lavoro alla Camera, ha precisato che il suo partito ha già un disegno di legge sul merito dello stipendio minimo, depositato nel luglio 2018. Nel progetto del PD la misura dovrebbe poter sostenere circa due milioni di lavoratori che ad oggi non hanno un contratto collettivo di riferimento. A costoro si aggiungono altri due milioni e mezzo il cui salario non garantisce degna sopravvivenza. La capogruppo conclude comunque con un’apertura alla collaborazione per andare incontro alle fasce di popolazione più deboli.

Tirando le somme, si tratterebbe solo di una questione di tempo. Una legge di garanzia di uno stipendio minimo sarebbe, stando alle dichiarazioni, votata sia dal Movimento che dal PD, e dovrebbero i numeri bastare per l’approvazione.