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Trony e GDO in fallimento: chiudono negozi su negozi

Nel corso dell’ultimo decennio non sono mancati, tra accuse e polemiche, indici puntati verso la grande distribuzione, rea di aver causato il fallimento di tante piccole attività retail.

La catena del pesce grosso che mangia il pesce più piccolo però continua: adesso è proprio la GDO ad essere entrata in crisi, soprattutto a causa della pervasività dell’e-commerce. Per citare i due più grossi rappresentanti, possiamo dire che l’economia di Trony è stata fagocitata da Amazon.

Crisi dal punto di vista della GDO, ma trasformazione del modo di fare acquisti dal punto di vista dei colossi del web. Al di là delle angolazioni, certo è che che i grandi dello shopping online restano sotto il torchio della politica e della pubblica opinione.

Amazon&Co. sono difatti ancora nell’occhio del ciclone per quel che concerne la regolamentazione fiscale. Le multinazionali del web dovrebbero, insomma, essere tassate là dove risiede il consumatore. La questione è ancora aperta; il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente fatto capire di star volgendo lo sguardo a soluzioni sovranazionali.

A questo equilibrio precario si aggiunge ora l’accusa di colpevolezza circa la chiusura di tanti negozi della grande distribuzione organizzata.

Crisi GDO: quali aziende rischiano?

Per quanto concerne Trony, attualmente sono coinvolti nella chiusura  35 punti vendita. Ben 466 dipendenti sono stati avvertiti della sospensione dal lavoro tramite telefono, per poi subire il licenziamento collettivo. Sapremo qualcosa di più entro fine aprile, quando ci sarà un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico.

E cambiando settore la situazione non cambia: la catena di profumerie Douglas-Limoni ha in programma la chiusura di 26 store e al vendita di altri 20. Un 2018 a rischio crack persino per Auchan, Dico Discount, TuoDì e Mercatone Uno.

Licenziamenti collettivi, chiusure e ricollocazioni sembrano essere le sole tre opzioni del periodo, in attesa che si concretizzi il calendario di incontri con il MiSE.

Nonostante tutto sembri essere stato inglobato da Facebook, Google, oltre al già citato Amazon, in realtà ci sono ancora buone possibilità per i piccoli lavoratori in proprio, a patto di perseguire novità e originalità. A questo proposito rimandiamo ai nostri suggerimenti sulle cinque attività commerciali  più redditizie e su cui conviene investire.