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ETF materie prime: ecco come investire

Abbiamo già visto cosa sono gli ETF e come funzionano; vediamo quindi un tipo particolare di fondi, cioè quelli relativi alle materie prime. In questo periodo storico l’andamento delle commodity è alquanto particolare. L’oro, nonostante i turbamenti geopolitici ed economici internazionali, stenta a decollare e pare non essere più il bene rifugio di un tempo. Dal canto suo il petrolio è soggetto a particolare volatilità, mentre le materie prime agricole sembrano più stabili, anche se la stagione fredda in arrivo potrebbe riservare brutte sorprese.

Investire direttamente su un titolo specifico può dunque essere una mossa molto azzardata. Per questo ci vengono in aiuto proprio gli ETF, che replicano al loro interno più indici e più materie prime, minimizzandone i rischi.

Naturalmente dobbiamo prima di tutto stare molto attenti alla composizione del paniere; esistono ETF su singole commodity, come ad esempio il vettore Gold Miners, o il GDX. Si tratta di fondi azionari legati a materie prime,  e quindi non investiamo direttamente (in questo caso) sull’oro ma su società che a vario titolo se ne occupano.

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Esistono poi ETF a composizione mista, in cui ogni commodity ha una sua porzione di spazio. Questa è la soluzione migliore per diversificare il portafogli e sfruttare le correlazioni tra materie prime; ad esempio, nella maggior parte dei casi il petrolio sale quando l’oro scende e viceversa. In tal modo potremo avere comunque dei guadagni a prescindere dalle reazioni dei mercati alle singole materie.

Migliori ETF materie prime

Tra i fondi con migliore rendimento e diversificazione interna non possiamo non citare l’indice Bloomberg Commodity. Al suo interno troviamo 20 materie prime afferenti ai segmenti dei metalli, dell’energia, dell’allevamento e agricoltura. La composizione viene ribilanciata con costanza, e ciò consente di investire in un fondo sempre aggiornato sui movimenti dei mercati.

Altro suggerimento è il fondo S&P SGC con 24 materie prime. Questo ETF ha un’organizzazione meno proporzionale rispetto al primo, perché punta sostanzialmente sulle commodity “energetiche”. Rimane comunque un ottimo investimento se sei interessato a petrolio e gas naturale.

Infine troviamo l’indice Thomson Reuters/CoreCommodity CRB. Uno degli ETF più bilanciati, viene rivisto a cadenza mensile, e con la stessa frequenza vengono evasi i rendimenti.