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Azioni Creval in rosso: ricapitalizzazione a breve?

Giorni bui per le azioni Creval, che tornano a crollare dopo il brusco calo di novembre. Si segna da inizio sessione un rosso di oltre il 3%. Nel momento in cui si scrive, un’azione Creval viene scambiata a 9,51€, con una perdita di circa il 7% in 24 ore.

Il credito valtellinese, secondo vari rumors, ha dovuto cedere alla ricapitalizzazione, che dovrebbe avvenire entro un mese. Un prosieguo della pessima annata scorsa, per le banche: ricordiamo il difficile ritorno in Borsa per Monte dei Paschi di Siena e i titoli Carige sospesi da Consob. Anche in questi casi si è fatto necessario ricorso all’aumento di capitale.

I diritti della ricapitalizzazione dovrebbero iniziare a negoziare sul mercato finanziario già dal 19 febbraio, in modo da non rischiare una pericolosa volatilità a cavallo delle prossime elezioni politiche del 4 marzo.

Operazione già attesa dal 21 dicembre, quando l’assemblea straordinaria degli azionisti ha conferito la delega per l’aumento del capitale al Consiglio di amministrazione. È probabile il collasso dei titoli sia dovuto ai dubbi degli investitori sul destino dei loro risparmi. Del resto, negli ultimi 12 mesi il valore delle azioni Creval ha perso addirittura il 75%.

Insomma, con queste premesse l’obiettivo di una fusione con la Banca Popolare di Sondrio sembra sempre più lontano, o per lo meno ovviamente subordinato all’aumento di capitale e alla ripresa dell’istituto di credito. Anzi, secondo alcune fonti la ricapitalizzazione sarebbe proprio in funzione della fusione con BPS.

Aumento di capitale Creval: chi parteciperà?

Gli investitori sono consapevoli della necessità di questa ricapitalizzazione. La spontanea domanda che però si pongono è se, in questa fuga generale dai titoli dell’istituto, esistano enti o banche che vogliano supportarla.

Il rafforzamento patrimoniale, peraltro, era stato all’inizio quantificato in 500 milioni di euro, previsti proprio dal piano per il bienno 2018-2020 approvato dal Consiglio di Amministrazione lo scorso 2017; la cifra è però salita rapidamente, arrivando ai 700 milioni di cui oggi si parla.

Mediobanca e Citi hanno confermato il loro appoggio all’aumento di capitale, ma potrebbero esserci altri colossi bancari tra i partecipati. Secondo le indiscrezioni potrebbe arrivare un aiuto da Credit Suisse, se non altro per continuità con il sostegno dato a Carige pochi mesi fa.