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Comprare azioni FCA, è il momento giusto?

Come abbiamo avuto modo di analizzare, il 2018 sarà un anno particolarmente interessante per aprire il proprio portafogli a qualche novità e diversificarlo. Investire nel settore salute e investire in logistica sono due suggerimenti sempre validi, ma è il caso di interessarsi anche al settore automotive.

Le azioni di Fiat Chrysler Automobiles hanno infatti un nuovo record nella giornata di ieri, toccando il picco di 16,5€ con un apprezzamento del +8,36%. FCA è stata insomma la locomotiva trainante di tutto l’indice Ftse Mib.

Il colosso del Lingotto del resto ha chiuso il 2017 con un apprezzamento pari al 74%, base sicura che lo vedrà certamente protagonista dei mercati finanziari per tutto il 2018. Fino a questo momento, e verosimilmente lo sarà anche nei prossimi mesi, la strategia di trading migliore è stata quella di posizionarsi long; chi ha comprato azioni FCA la scorsa estate le ha viste ora aumentare di oltre il 50%.

Da tenere sott’occhio saranno anche le altre società legate ad FCA, che per effetto domino hanno vissuto notevoli rialzi; Exor ha guadagnato il 6,86% e Ferrari il 4,17%.

Prezzo FCA in rialzo: le ragioni della crescita

Molteplici sono le ragioni di questo rally, e cercheremo di sondarle brevemente. Anzitutto la politica fiscale voluta da Trump, che essendo FCA in parte statunitense agevola l’azienda dal punto di vista fiscale. Il tax cut dovrebbe infatti far scendere l’aliquota massima imponibile dal 35% al 21%, dato che verosimilmente potrà imprimere un’accelerazione al PIL nazionale. Più vendite sul mercato USA, con conseguenze positive dunque anche sull’indice Dow Jones, sul quale FCA è quotata.

I comunicati trimestrali del 2017 sulle vendite, inoltre, hanno profilato una società in crescita, sicura e affidabile. Si è infatti notato un incremento di utili di circa il 52% rispetto agli stessi periodi del 2016.

Attenzione però a tre eventi che potrebbero creare incertezza e determinare oscillazioni, anche sensibili di prezzo. Anzitutto alla fine del 2018 Marchionne lascerà il posto da CEO, e il dibattito su un nuovo nome si preannuncia di fuoco; non si dimentichi l’importanza strategica che l’attuale amministratore delegato ha rivestito negli ultimi anni.

Da non sottovalutare neppure il chiacchierato, ma non ancora messo in atto, spin-off della componentistica, né la presentazione del nuovo piano industriale 2019-2022, prevista per giugno prossimo.