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Cresce il mercato degli e-commerce in Italia: lo studio del PoliMi

Da uno studio dell’Osservatorio del PoliMi è emerso che in questi (quasi) 10 mesi del 2018 il mercato degli e-commerce in Italia ha superato i 27,4 miliardi di euro, corrispondente ad un incremento del 16% rispetto allo scorso anno.

Ma un premessa è essenziale, ossia capire come è stata condotta l’indagine. A questo proposito, ecco come si definisce l’osservatorio del PoliMi: “L’Osservatorio eCommerce B2c si pone l’obiettivo di monitorare l’evoluzione del commercio elettronico in Italia, quantificando il valore di mercato e studiando i modelli di business di riferimento e le direttrici di sviluppo”.

Abbiamo già parlato di come il Made in Italy sia ancora un investimento degno nota, focalizzandoci sul settore moda. La ricerca però va oltre i singoli comparti, e svela come siano in generale gli e-commerce ad essere il business sul quale puntare i propri investimenti. Non solo, ma in questo caso possiamo intendere investimento nella sua doppia accezione; da un lato puntare alle azioni delle aziende italiane che vendono beni o erogano servizi online, dall’altro, perché no, diventare imprenditori del web.

Investire negli e-commerce italiani: i settori migliori

Naturalmente dire e-commerce è molto ampio, quindi meglio snocciolare una piccola classifica per capire dove conviene investire. Innanzitutto la già citata moda, che al netto del recente turbinìo del settore lusso può comunque garantire buoni guadagni. Seguono elettronica ed informatica, dato che non sorprende visto che l’hi-tech ha da diversi anni ottime performance. A sorpresa troviamo invece arredamento e food&grocery.

Non si sottovalutino le società che erogano servizi, che hanno realizzato introiti per oltre 12 miliardi di euro; in questo caso suggeriamo di puntare soprattutto su titoli afferenti al turismo.

In effetti però l’Italia si trova indietro rispetto al resto d’Europa; altri Paesi hanno sviluppato modelli logistici di gran lunga più efficienti, specialmente per l’export. Quello che potrebbe accadere a breve è un adeguamento del Bel Paese, una spinta in avanti che sfrutti la capacità attrattiva del Made in Italy e rilanci così l’economia. Il punto di partenza è già positivo: si tratta di 3,9 miliardi di euro generati dalla vendita di prodotti italiani a consumatori stranieri.

Insomma, il mondo del retail sta trovando nuova linfa dalle nuove tecnologie, internet su tutte, e dai dati dello studio il futuro sembra molto promettente.